La guerra degli ex pubbici ministeri baresi arriva a un punto di svolta. Il procuratore di Lecce Cataldo Motta ha chiesto la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione per l’ex pm di Bari Giuseppe Scelsi per il reato di abuso d’ufficio. Stando a quanto sostiene l’accusa Scelsi, ora in forza alla Procura generale barese, avrebbe illecitamente intercettato la ex collega Desirée Digeronimo nel corso di alcune conversazioni con l’amica Paola D’Aprile, entrambe costituitesi parti civili nel processo celebrato con rito abbreviato. Anche la Digeronimo oggi non è più pm a Bari, ma in servizio alla Procura generale di Roma.

L’accusa parla di una “ripicca” di Scelsi nei confronti della Digeronimo. Alla base dell’intercettazione decisa da Scelsi – sempre secondo la tesi accusatoria della magistratura – ci sarebbero le indagini condotte dalla collega nei confronti del fratello di Scelsi nell’ambito di un’inchiesta sulla presunta mala gestio della sanità regionale.

Nella requisitoria delle parti civili, il legale della Digeronimo ha quantificato il risarcimento dei presunti danni in 250mila euro, con una provvisionale immediatamente esecutiva di 50mila euro. La D’Aprile, invce, ha chiesto un milione di euro, con una provvisionale di 100mila euro. La sentenza è attesa il 19 febbraio, mentre nella prossima udienza la parola spetterà ala difesa di Scelsi e a quelli della Presidenza del Consglio dei Ministri.

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