Si continua a indagare nella vita di Roberto Perilli, il presunto mandante dell’omicidio di Giuseppe Sciannimanico. Gli investigatori stanno ora passando al setaccio i conti bancari di Perilli e i movimenti monetari della filiale Tecnocasa in cui lavorava, per comprendere quale fosse il regime economico che gestiva.

L’azienda immobiliare, lo scorso 31 agosto, aveva revocato all’agente la concessione del marchio, proprio a causa dei debiti contratti. Convertita la propria a genzia da Tecnocasa a Studio Japigia Sas, ora Perilli vedeva minacciata la sua società dall’apertura, a pochi metri di distanza, di un nuovo Punto Tecnocasa, affidato a Sciannimanico.

All’attenzione degli investigatori, anche la situazione economica di Luigi Di Gioia, presunto esecutore materiale dell’omicidio. Attualmente gli inquirenti non hanno elementi concreti per sospettare che dietro l’omicidio ci fosse, quanto meno, l’appoggio della malavita locale. Tuttavia, al momento, nessuna pista viene ignorata.

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