Un’azienda sana mandata a gambe all’aria dall’avidità delle banche. Questa è la tesi della Procura di Bari e degli ex dipendenti della Divania, arrivata ad essere la settima in Italia nel suo settore, prima di andare tristemente in fallimento, nel 2011, per una vicenda i cui chiaroscuri si stanno cercando di capire in tribunale. Per questa storia, 430 famiglie si sono ritrovate inaspettatamente in rovina, senza lavoro, senza stipendio, e senza futuro.

L’udienza preliminare, in relazione alla richiesta di rinvio a giudizio avanza dalla Procura per i 16 dirigenti e manager di Unicredit, compresi l’ad Federico Ghizzoni e l’ex ad Alessandro Profumo, è stata rinviata, ma intanto la Filca Cisl si è costituita parte civile e stamattina ha organizzato un presidio in via Nazariantz.

Dovesse finire bene, Francesco Saverio Parisi titolare di Divania ha fatto sapere di voler riaprire. I lavoratori, e le rispettive famiglie, sperano, tra loro c’è anche chi non ha più trovato lavoro e non ha i requisiti per andare in pensione.

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