Sulla vicenda del teatro Kursaal Santalucia e sugli abusi più o meno presunti perpetrati negli anni apriremo un capitolo a parte – all’uso nostro – mettendo con le spalle al muro quanti continuano a credere di poter fare il bello e cattivo tempo senza alcuna conseguenza. Intanto registriamo il rinvio al primo dicembre prossimo dell’udienza in programma oggi presso il Consiglio di Stato. In parole povere non era stato acquisito il fascicolo di primo grado dal Tar.

L’istanza di rinvio è stata presentata da Antonella Buompastore, uno dei legali della società Fabris a cui il teatro è stato espropriato. Qualcuno la chiama prelazione. I legali si erano accorti che il fascicolo non era stato acquisito. Per la serie: come fa un giudice d’appello a sentenziare se gli mancano tutti gli atti del primo grado di giudizio? È andata male a chi sperava nella confusione generata dalla presentazione dei due differenti ricorsi. Il primo dalla Fabris, gli ex proprietari; l’altro dalla società di Milano costituitasi poco prima di partecipare all’asta in cui si era aggiudicata il teatro per la cifra irrisoria di 2 milioni di euro. Cifra restituita fino all’ultimo spicciolo in attesa di arrivare alla fine di questa storiaccia.

La legge, infatti, stabilisce che il decreto di aggiudicazione, così come qualuque altro atto a titolo oneroso, non diventi definitivo quando si tratta di un bene di interesse culturale se prima non si sia espressa la Sovrintendenza. Nel caso del teatro molte delle leggi sembra siano state mandate a farsi benedire. È singolare come senza autorizzazione della Soprintendenza sia stato possibile suddividere l’immobile in più lotti. Così succede che un teatro venga privato del foyer (scambiato per ristorante) e che la Soprintenenza ancora taccia sull’assurdo smembramento.

Una situazione ingarbugliata la cui prima conseguenza è stato il deprezzamento dell’immobile di rilevanza culturale. A guardare bene, poi, viene fuori che il bene sarebbe indivisibile anche sotto il profilo urbanistico. Nella concessione al momento dell’acquisto dello stabile da parte della società Fabris, infatti, è stato stabilito che il bel palazzo non fosse frazionabile se non dopo la rivalutazione complessiva dei vincoli. Circostanza già sottoposta al giudice ordinario. C’è di più. Sulla questione esisterebbe anche una perizia giurata e sottoscritta dal Tribunale persino antecedente al vincolo di indivisibilità.

A non voler fare i geni, infatti, verrebbe da chiedersi come mai la vecchia proprietà non abbia provveduto a vendere parte del teatro per ripianare i debiti accumulati negli anni. I punti oscuri in questa vicenda sono tanti, comprese certe dichiarazioni di vecchi amministratori in merito alla circostanza di un interessamento all’acquisto del Kursaal Santalucia nel momento in cui il prezzo si fosse attestato intorno ai 2 milioni di euro. Al netto di altri rinvii o di interventi di altro tipo, non resta che aspettare il primo dicembre. Ci sarà un Tribunale a Berlino con distaccamenti a Roma e Bari.

 

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