Dopo la notizia dei 54 medici indagati per la morte di Antonio Picerno, il giovane altamurano 24enne vittima di un presunto caso di malasanità all’ospedale della Murgia, i parenti del ragazzo rompono il silenzio.

Intervenuti nel rotocalco giornalistico Mattino 5, l’avvocato di famiglia, Antonello Stigliano, e la zia di Antonio, Nicoletta Ragone spiegano i motivi che hanno portato alla denuncia. Alcentro c’è ancora la circostanza per cui, a 10 giorni dalla morte del giovane, i familiari ancora non ne conoscono la causa.

«È stato praticato tutto quello che andava praticato – ha dichiarato il direttore sanitario del Perinei, Sansonetti – Il ragazzo è venuto due volte perchè si pensava che con gli analgesici sarebbe passata la colica che aveva avuto. È ritornato, hanno approfondito le indagini e fu operato d’urgenza perchè aveva i valori per essere operato». Il medico parla di “sospette” patologie del sangue, motivo per cui fu trasferito al Policlinico di Bari approfondimenti.

In risposta a cipò, l’avvocato Stigliabno ha dichiarato: «La denuncia che abbiamo proposto contro ignoti tende proprio a sollecitare il pubblico ministero, la dottoressa Manganelli, che ha reagito con prontezza e coinvolgendo tutti i medici che avevano avuto ruoli, anche minimali in questa vicenda. È sempre doverosa la partecipazione di tutti i soggetti possibili interessati, non necessariamente per un fine vendicativo».

IL prossimo passo è il referto dell’autopsia disposta per i prossimi giorni.

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