Una donna è seduta nella sala d’aspetto del Pronto soccorso dell’ospedale Di Venere. C’è da attendere un po’ prima che un suo parente venga visitato. Improvvisamente, mentre inganna il tempo con il suo cellulare in mano, nota sul pavimento un insetto, fermo. Qualcuno passa vicino e quella macchia marroncina corre veloce. Non c’è dubbio, si tratta proprio di una blatta. Sparisce nel nulla. Dopo poco si presenta un altro insetto della stessa specie, poi un altro. Così la nostra lettrice prende il cellulare e filma la terza “magnotta” della giornata.

Un uomo si avvicina e la schiaccia, nel disgusto generale dei presenti, prima di scalciarla verso l’uscita. Insomma, un vero schifo, ma andava fatto. Ma andiamo dritti al sodo senza troppi giri di parole. Non è tollerabile che animali del genere possano popolare un posto che dovrebbe essere immacolato in ogni suo angolo più nascosto. Le blatte vengono dalle fogne e sono portatrici di ogni genere di parassiti, sono vettori di microganismi patogeni. Addirittura in una blatta trovata in un ospedale del Belgio (della stessa specie di quelle che si trovano in Italia) fu isolato il virus della poliomelite. Quel che fa pensare ancora di più è che solo a luglio scorso il Di Venere si è trovato a dover fronteggiare un’emergenza dovuta a dieci casi di scabbia, per non parlare del sospetto caso di tubercolosi contratto da un’infermiera.

Qualcuno deve muoversi, prendere subito provvedimenti ed eliminare ogni possibilità che le blatte possano infestare l’ospedale. Non immaginiamo nemmeno cosa potrebbe succedere se questi insetti dovessero intrufolarsi nei carichi di cibo per i degenti, provenienti dall’esterno, o arrivare in qualche sala operatoria. Il fenomeno deve essere bloccato adesso, prima che degeneri. Anche una sola blatta potrebbe creare problemi per la salute dei pazienti ricoverati nell’ospedale.

 

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