Strani movimenti nella discarica Martucci di Conversano. Le immagini che vi mostriamo sono state riprese dagli attivisti del Movimeno 5 Stelle di Conversano e consegnate al comitato ambientalista “Chiudiamo la discarica Martucci” di Mola di Bari. Sono state inviate a noi ma anche a chi sta conducendo le indagini su una vicenda che ha portato il tribunale di Bari a muovere accuse nei confronti di 11 persone, della Progetto Gestione Bacino Bari 5 e della Lombardi Ecologia.

La discarica Martucci è strutturata così. Ci sono diversi pozzi, riconoscibili alla vista come degli enormi cubi di colore nero. Nel sottosuolo, dunque alla fine di questi pozzi, ci sono delle vasche in cui viene raccolto il percolato. Negli stessi pozzi ci sono delle pompe sommerse che nella normale attività della discarica dovrebbero entrare in azione ogni qualvolta il percolato raggiunge il livello prestabilito. Aspirato e condotto nelle autocisterne, il percolato poi dovrebbe essere trasportato ai depuratori per lo smaltimento.

Domenico Lestingi, ex dipendente della Lombardi Ecologia, ripete ormai da anni come nella zona est della discarica, allo stato attuale delle cose, “manchi un pozzo”. Un pozzo fantasma, di fatto. Che inizialmente c’era, che funzionava male, che perdeva percolato dalle vasche sotto di lui, che in un primo momento fu fatto sopraelevare di tre metri e che successivamente fu fatto tombare, lasciando al caso la situazione nel sottosuolo. Fosse come dice Domenico Lestingi, si tratterebbe di una procedura fatta infischiandosene dell’enorme disastro ambientale che questa scelta avrebbe comportato.

In questi giorni nella discarica Martucci sta accadendo qualcosa di strano. Per l’esattezza, gli ambientalisti hanno riscontrato tre anomalie che qualora fossero confermate dalla Procura si trasformerebbero automaticamente in veri e propri reati. La prima: nei pressi di quel pozzo fantasma di cui da sempre parla Lestingi da giorni è in funzione una pompa d’aspirazione. La seconda: nella stessa zona è stata smontata una parte di recinzione che quindi lascia libero accesso alla discarica. Anche alle autocisterne, ad esempio. Due stranezze che messe una vicino all’altra portano inevitabilmente ad una paurosa ipotesi sulla quale bisognerebbe immediatamente fare chiarezza. A chiudere, la terza anomalia: nel vigneto poco più avanti, anch’esso posto sotto sequestro, c’è un pozzo artesiano che in barba a quello che il veto del tribunale impone è funzionante esattamente come la pompa d’aspirazione. Tanti dubbi che la Procura dovrà il più velocemente possibile appianare.

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