Alta tensione e rissa sfiorata da una parte, mezzi in puntuale ritardo e altri puntualmente scassati dall’altra. Giornata di ordinaria follia per l’Amtab, purtroppo non una novità assoluta.

L’ultimo episodio in ordine di tempo è accaduto intorno alle 11.30 sulla linea 4, in corso Alcide De Gasperi, dove per evitare guai peggiori l’autista è stato costretto ad arrestare la marcia, interrompere il servizio e chiamare le forze dell’ordine. All’interno del mezzo un’accesa lite tra un clochard e un nervoso viaggiatore barese stava per finire in tragedia. A garantirlo la moglie dello stesso passeggero che senza mezzi termini ha gridato all’autista “Ferma tutto e vieni qua. Io conosco mio marito, adesso gli spara”. Detto, fatto. Con il marito della signora che in attesa dei Carabinieri continuava ad urlare al rivale “Scendi che ti taglio la testa”, la signora in lacrime che lo invitava a calmarsi e gli altri passeggeri che impauriti abbandonavano l’autobus.

In prima mattinata invece, al quartiere San Paolo, il numero 3 è arrivato alla fermata posizionata all’altezza del giudice di pace con oltre 40 minuti di ritardo. Atteso alle 8.00, si è presentato alle 8.40. Pienissimo e quindi non fruibile da chi alle 9.00 in punto, in teoria, doveva essere in zona centro per lavoro. Pochi minuti dopo si è palesato il 13, in versione Tagadà. Ed esattamente come la famosa giostra in voga negli anni 90, tra pendenze anomale che quasi piegavano il mezzo su un fianco e improvvisi balzi da far capitolare anche i più temerari del “senza mani”, ha terminato con successo il proprio giro. La differenza? Chi ha pagato il biglietto non si è affatto divertito.

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