Sono state archiviate per la terza volta le indagini sulla “Francesco Padre”, il motopeschereccio affondato nelle acque dell’Adriatico durante una battuta di pesca il 4 novembre del 1994. Secondo il gip di Trani, Francesco Zecchillo, non sarebbe possibile individuare gli ipotetici veri colpevoli della tragedia.

Si ipotizzò in un primo momento che il peschereccio fosse saltato per aria a causa di una fantomatica presenza di esplosivo a bordo dell’imbarcazione. Poi l’idea che un ordigno della Nato avesse colpito per errore la Francesco Padre. Anche perché la nave affondò nelle acque territoriali del Montenegro, che ai tempi era area di guerra.

Archiviata dunque anche l’indagine, riaperta nel 2012, che ipotizzava l’omicidio volontario. In sostanza, a più di vent’anni di distanza, non ci sono colpevoli ma solo tanti dubbi e le famiglie di cinque marinai che non sapranno mai la verità. Il relitto è ancora sul fondo del mare, a 243 metri di profondità.

 

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