Pugni, calci, coltelli e bastoni. L’ultima maxi rissa, con una quindicina di persone coivolte, è datata primo agosto. Da un lato i tunisini, dall’altro i ganesi. Da tempo ormai le due etnie si contendono lo spaccio di droga al dettaglio nella città di Bari, sotto la supervisione dei boss di quartiere. Ciò che più preoccupa è che le botte volino alle 20.30, in piazza Umberto I, ancora piena zeppa di gente che passeggia. Sono spregiudicati i nuovi pusher, gli stupefacenti li tengono nei grossi zaini portati a spalla. Molta marijuana, hashish, ma anche tanta cocaina. Piazza Umberto I è divisa in due: la zona vicina ai bagni pubblici e quella più a ridosso di via Sparano. Non capita di rado che la droga venga nascosta nelle giostrine e non sempre quando i bambini dormono.

Piazza Cesare Battisi (quella dell’Univwrsità), piazza Umberto I, la piazzetta antistante il Kursaal Santalucia, la zona del parcheggio del Lungomare Di Crollalanza. In estate sono soprattutto queste le piazze dello spaccio, quelle da cui si rifornisce il popolo della movida, anche giovanissimi, che diventano a loro volta spacciatori per garantirsi il fumo necessario ad allietare le serate con gli amici. Gli extracomunitari coinvolti nel traffico stanno aumentando. Incide molto la loro condizione disperata, la mancanza di un lavoro ma, sopratutto, l’assenza di accoglienza e risposte adeguate da parte delle istituzioni.

I rifornimenti avvengono in due maniere diverse. La prima, quella più diffusa, è nelle mani della criminalità organizzata barese. Come dicevamo, a seconda delle aree geografiche, i pusher stranieri sono obbligati ad acquistare la droga dai clan, ai quali lasciano una cospicua percentuale sulla vendita in cambio del lasciapassare e di una certa protezione dalle intrusioni di altri gruppi criminali. L’altra maniera, quella preferita dai più emancipati, è il rifornimento autonomo. Si parte la mattina presto in pullman con lo zaino vuoto – salendo su uno dei tanti autobus che partono e arrivano quotidianamente a Bari – e si rientra in serata con lo zaino pieno di droga da Roma o Napoli.

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