«Col vostro discepolo non fate paura perché per ogni problema c’è sempre una soluzione non togliete troppo altrimenti troverete campi minati». È il testo dell’ennesimo sms minatorio inviato in forma anonima a rappresentanti della Sercorato. Esattamente come il sistema 118, anche il trasporto dei dializzati sta diventando una bomba a orologeria. A loro insaputa i pazienti sono al centro di una deprecabile guerra di interessi. Qualcosa, nel meccanismo mai troppo trasparente, sembra essersi inceppato del tutto. Fedele Tarantini, il presidente dell’associazione di volontariato nel mirino (la Sercorato di Corato) non ci sta e rilancia: «Abbiamo presentato la quarta denuncia, questa volta ci siamo rivolti ai Carabinieri di Altamura, ma soprattutto alla Direzione distrettuale antimafia presso la Procura di Bari».

Non è il primo messaggio. Qualcuno ha anche preso a calci, rompendola, una vetrata della sede distaccata di Altamura dell’associazione coratina. La situazione è tesissima, a maggior ragione dopo la revoca dell’autorizzazione al trasporto dei dializzati alla Cooperativa Croce Azzurra, per alcune presunte irregolarità e false dichiarazioni. «In questo modo – aggiunge Tarantini – non si può operare con tranquillità – È necessaria un’indagine approfondita per arrivare in tempi brevi ai responsabili di queste assurde e insopportabili minacce. Dal canto nostro non molleremo di una virgola. Abbiamo tutte le carte in regola per effettuare i trasporti e non capiamo perché si siano accaniti in questo modo nei nostri confronti».

Come vi avevemo accennato recentemente, secondo alcune indiscrezioni, l’inchiesta sulla gestione del trasporto dei dializzati – aperta dopo un dettagliatissimo esposto presentato dal presidente di un’associazione di volontariato barese – sarebbe arrivata al capolinea. Non si escludono clamorosi colpi di scena.

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