Alla riunione, presso il padiglione della Regione in Fiera, hanno partecipato – oltre ai componenti della Task force – l’assessore al Bilancio del Comune di Bari, Giovanni Giannini e una folta delegazione di lavoratori. La vertenza è stata definita “anomala e preoccupante dal punto di vista delle prospettive, residuo tossico di una gestione fallimentare di impresa”, vista la durata e l’aggravarsi di altre vertenze nella Regione, che richiedono il ricorso alla cassa in deroga: si è parlato di Teleperformance, OM Carrelli, Adelchi, Miroglio, Filanto, con sullo sfondo la questione Ilva. Come è noto, la vertenza Ccr nasce nei primi anni Novanta con la crisi del gruppo che faceva capo all’imprenditore Francesco Cavallari, gestore di numerose cliniche private a Bari e in provincia e con la conseguente messa in mobilità di gran parte del personale non riassorbito dalla Cbh che rilevò parte delle strutture ospedaliere. Nonostante i corsi di riqualificazione, molti sono gli ex amministrativi e ausiliari che ancora dipendono dai sussidi pubblici. Oggi, con il taglio disposto dal governo centrale al fondo per gli ammortizzatori sociali, per i lavoratori potrebbe terminare l’erogazione degli assegni, visto anche il dilagare della crisi con le conseguenti richieste di cassa integrazione in deroga, senza un quadro preciso delle risorse per il 2013. Né sarà possibile accedere alla platea degli LSU o alle assunzioni dirette da parte degli enti locali a causa delle modifiche in senso restrittivo della legislazione. “Gli strumenti che abbiamo – ha detto la Gentile – sono inadeguati. La situazione che abbiamo davanti è complicata e molto pericolosa: la crisi occupazionale pugliese non si ferma ai soli 465 ex Ccr. Valuteremo in riunioni successive cosa si potrà fare in collaborazione con i Comuni di provenienza dei lavoratori, anche d’accordo con l’Anci”. “Mi affido alla vostra intelligenza – ha sottolineato l’assessore – per superare questo momento delicatissimo per l’intera platea dei lavoratori in mobilità e Cigs: il governo ha tagliato le risorse per il 2013 e la legge Fornero ha posto precisi paletti per la durata dei trattamenti e per l’ammontare degli assegni”. A breve sarà dunque convocato un tavolo tecnico ristretto per la verifica degli elenchi, la residenza dei cassintegrati e la verifica del possibile ricollocamento in enti e aziende. (nlo)
(Comunicato Stampa)

print

1 COMMENTO

  1. Sono esterefatto nell’apprendere che tale situazione per tutti questi lavoratori da oltre un ventennio sia ancora in piedi e non abbia trovato la giusta soluzione. Com’è possibile che ciò sia accaduto? Per colpa forse di questi 400 lavoratori che forse non hanno accettato lavori alternativ, a loro proposti e da loro non accettati? Non credo a questo mio pensiero, che forse farà comodo a molti per salvarsi la coscienza. E’ assurdo che lavoratori in cassa integrazione rifiutino di guadagnare di più di ciò che prendono non lavorando. Trovate le soluzioni per questa gente. Non sono delinquenti, sfaccendati od altro. Sono LAVORATORI.Saluti.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here