Avvicinato prima e colpito da una raffica di colpi di arma da fuoco poi. Così è stato ucciso Gaetano Petrone che domenica sera stava andando a casa del suocero, al quartiere San Girolamo di Bari. Ad aspettarlo c’erano i suoi sicari: un suv di colore scuro gli ha tagliato la strada, costringendolo a fermarsi mentre due persone su di uno scooter gli hanno sparato contro sette colpi di pistola calibro 7,65. I tre colpi al torace e quello alla testa gli sono stati fatali.

Una vera e propria esecuzione di stampo mafioso architettata nei confronti di un uomo senza alcun precedente penale, incensurato e senza alcun contatto con personaggi appartenenti alla criminalità. “Un omicidio complicato, forse l’agguato più difficilmente comprensibile delle ultime settimane” come è stato definito da un
investigatore. Si tratta della sesta sparatoria  nella città di Bari in meno di una settimana.

Secondo gli inquirenti, per comprendere il movente dell’omicidio Petrone bisogna far riferimento alla guerra del clan Mercante con i clan rivali di Bari. Vecchi rancori di famiglia e spartizione delle attività illecite sul territorio sarebbero i motivi alla base della serie di sparatorie che si stanno susseguendo nel capoluogo pugliese. Si tratta infatti della sesta sparatoria  nella città di Bari in meno di una settimana.

Sembrerebbe che la vittima non dovesse essere Petrone ma qualcuno a lui vicino, che quella sera era irreperibile. L’amico o il parente del 43 enne ucciso, sembrerebbe aver rivestito un ruolo nel tentato omicidio di una settimana prima di Felice Campanale, 66 anni. La squadra mobile di Bari ha acquisito i filmati delle videocamere di sorveglianza della polizia municipale poste all’angolo tra Strada San Girolamo e via Riccardo Zandonai e sta lavorando su tutte le piste.

Intanto diverse le persone ascoltate, tra amici parenti e conoscenti, per cercare di chiarire la dinamica dell’accaduto.

4 settembre 2012

Antonietta Basile

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