Il mezzo all’interno del quale erano stipati i clandestini afghani non era accompagnato né da motrice, né tantomeno da autista, aveva targa bulgara e proveniva dalla Grecia. Fondamentale per l’individuazione dei 25 afghani si è dimostrato il “silhouette scan mobile”, uno strumento il cui utilizzo permette la rilevazione, all’interno di un container, di materiali con caratteristiche non omogenee a quelle proprie del carico dichiarato.

Lo scorso 23 giugno 17 clandestini sempre di nazionalità afghana avevano provato ad entrare in Italia, stipati in un vano appositamente creato in un pullman proveniente ancora dalla Grecia.  Due di loro sono morti durante il viaggio.

17 luglio 2012

Angelo Fischetti

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