Le 150 persone stipate al limite del possibile all’interno dell’imbarcazione erano tutti uomini tra cui molti minori. Portati nel porto di Bari gli agenti hanno poi provveduto in collaborazione con la Squadra Mobile della Polizia all’identificazione e al riconoscimento degli scafisti nascosti tra i migranti. Tra le persone presenti sul pescereccio, sarebbero 14 gli scafisti individuati. Due degli uomini a bordo sono stati condotti al Policlinico per un principio di assideramento, mentre un altro è stato curato per una frattura risalente a qualche giorno prima. Gli altri uomini del gruppo erano in buone condizioni, solo affaticati dalla lunga permanenza in mare.

In questi ultimi mesi la nostra Nazione è stata presa d’assalto da barconi carichi di uomini in viaggi della speranza non sempre dall’esito positivo. Soprattutto nei primi mesi dell’anno, l’isola di Lampedusa è stata presa d’assalto: a marzo, sull’isola, si contavano 3mila residenti e 12mila profughi. Molte volte un centro di accoglienza, predisposto per accogliere 400 persone, nel periodo degli sbarchi ne accoglieva oltre mille. I profughi in cerca di una vita migliore e di sfuggire agli orrori della guerra erano reclusi nella struttura in attesa di essere smistati e mandati nei Cie oppure a Palermo per essere rimpatriati. Le situazioni di rimpatrio spesso davano adito alla collera degli immigrati che andava ad unirsi all’esasperazione della comunità lampedusana sopraffatta dalla presenza degli extracomunitari.

Dopo gli ultimi scontri avvenuti a settembre per mano degli immigrati esasperati dai rimpatri accellerati al ritmo di 100 clandestini al giorno, Lampedusa è stata sgombrata e adesso vige il divieto degli sbarchi, ordinato dal ministro dell’Interno Roberto Maroni. Gli eventuali sbarchi, adesso saranno indirizzati a Porto Empedocle in provincia di Agrigento. Le attuali norme prevedono che vengano espulsi o accompagnati alla frontiera gli stranieri che non abbiano un regolare visto di ingresso o un permesso di soggiorno.

Nicoletta Diella

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