L’uomo continua a chiedere l’affidamento delle due piccole, avendo a tutti gli effetti la potestà genitoriale, ma la prassi burocratica sta impedendo una risoluzione celere, anche in seguito ai diversi decreti che non sono stati impugnati dalle autorità  competenti, con una consulenza tecnica collegiale in sospeso, che impedisce l’avvio della procedura normativa.

«I bambini non si toccano.Il mio unico scopo è quello di rivedere le mie figlie e che tornino a casa perché hanno il diritto di crescere con la propria famiglia in un ambiente sano, specie in questa tenera età. Le bambine devo tornare a casa. Le istituzioni locali hanno manifestato solo insensibilità, sono da giorni davanti al tribunale ma non ricevo nessuna istituzione per comunicare le motivazioni di questo sit-in».

Per questo Saverio chiede a gran voce l’aiuto dei cittadini baresi con una raccolta firme e cerca giorno per giorno di sensibilizzare la cittadinanza su una questione così delicata. Il megafono, le cantene e alcuni striscioni appesi sulla strada che costeggia il Tribunale per i minorenni è un segno tangibile che questo sit-in sarà inoltrato sino a un’eventuale risoluzione del caso.

A confermarlo è stato direttamente il volenteroso Saverio Sarcina, che si è reso subito disponibile a rilasciare una intervista per permettere di capire i sentimenti che lo pervadono negli ultimi 4 mesi, data in cui ha potuto abbracciare per l’ultima volta Aurora e Federica:

«Il mio obiettivo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica barese, pugliese e italiana affinché questo scempio nazionale finisca. Colpire e disgregare una famiglia è un reato, il minore ha il diritto di crescere con la propria famiglia e di mantenere rapporti equilibrati con entrambi i genitori. Il Tribunale per i minori di Bari opera control’interesse delle famiglie. Stanno facendo di tutto e di più per tenere le mie figlie nelle strutture protette,a cui vengono affidati i minori e che nessuno controlla, e a cui mancano generi di prima neccessità. Ringrazio infinitamente i cittadini di Bari per la solidarietà dimostrata sin’ora».

Daniele Leuzzi

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