“Dov’è la scrofa? Voglio sapere dov’è la scrofa”. Il giudice indignato chiede notizia al Pubblico Ministero presente in aula. “Voglio sapere dove si trova la scrofa sequestrata a titolo oneroso – pagata dunque dai cittadini italiani – a maggio del 2017”. Il giudice incalza.

La scrofa è un cinghiale, ma non uno qualunque. Si tratta di Lina, la cinghialina che avevamo impiegato per sollevare il problema del quartiere San Paolo invaso dai cinghiali. Per quella storia chi ci ha aiutati è sotto processo, accusato del maltrattamento di quel cinghiale selvatico, tenuto al guinzaglio pochi minuti prima che la Polizia piombasse in massa sul luogo della passeggiata.

Ieri, nella prima udienza del processo, che vede come parte offesa il Parco di Lama Balalice, si scopre che Lina, cinghiale selvatico, è ancora sotto sequestro, pagata dagli italiani, invece che scorazzare nello stesso parco naturale. La situazone ha creato ilarità e sgomento tra i presenti, mentre il giudice continuava giustamente a chiedere dove fosse Lina la cinghialina.

Udienza rinviata a novembre, con la speranza che la cinghialina selvatica, la cui retta giornalirta viene pagata dai contribuenti, nel frattempo non sia morta. Ironia della sorte, uno dei testimoni della Procura di cognome fa Capobianco. Sugello della storia all’italiana rimarcata da Checco Zalone nel celeberrimo film “Che bella giornata”.

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