“Mi approccio ad un cassonetto come spesso accade in tarda sera per lasciarci il pattume di studio, e questa volta trovo qualcosa che mai avrei voluto vederci buttato dentro. Tantissimi libri, anche recenti, di Diritto, molti dei quali a firma di autentici maestri e professori universitari. Fiandaca Musco, Veneziani, Alpa, Dominioni, Uricchio, Galgano e tanti, tanti altri”. Inizia così il post amaro che un avvocato barese, Leopoldo Di Nanna, presidente dell’Associazione Nazionale Forza dei Consumatori, ha pubblicato ieri sera su facebook. Riflessioni amare più che uno sfogo sui giorni che stiamo vivendo.

“Mi metto a recuperarli – prosegue – ricordando la mia cara sorella quando una volta mi sorprese a buttar via alcuni testi delle scuole medie, e mi rimproverò non poco, perché la cultura, mi disse, non si butta via. Ci sono mille luoghi, mille biblioteche, nei quali si possono consegnare, ad esempio le carceri, dove c’è tanta sete e bisogno di cultura”.

“Mentre provvedo a salvare questi testi – aggiunge – intravedo moltissimi appunti universitari riconducibili a quasi tutti gli esami ed infine una tesi di laurea, che pure terrò con me e leggerò dalla prima all’ultima pagina. E penso a quale possa essere stato il motivo e lo stato d’animo che hanno indotto questa giovane dottoressa, a buttar via tutti i testi dai quali ha studiato con tutta la passione che emerge nei suoi appunti e libri “consumati”.

“La risposta è forse, unitamente a questo gesto, l’emblema della società di oggi. Laddove fare l’influencer o strappare qualche migliaio di virtuali mi piace, conta ben più di un durissimo percorso di studi universitari. Laddove la laurea è, più che mai, un pezzo di carta. Da buttar via – conclude amaramente Di Nanna – dopo anni di sacrifici e forse per disperazione, in un cassonetto di immondizia”.

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