Sfreccia in mezzo alla strada sui rollerblade, proprio davanti a una coppia di agenti della Polizia Locale, ma nessuno sente la necessità di multarlo. Dopo aver raccontato della doppia multa da 18 euro a due baresi intenti ad attraversare col verde e sulle strisce pedonali viale Einaudi, per aver utilizzato uno skateboard e un paio di pattini a rotelle, sono piovuti numerosi commenti, molti dei quali scritti a sproposito.

Il codice della strada non permette l’impiego di queste attrezzature e su questo nessuno può avere da ridire. La legge non l’abbiamo fatta noi e neppure i suoi tutori. La multa è sacrosanta, ma lo serebbe a maggior ragione se valesse per tutti e non quando viene elevata a discrezionalità di questo o quell’agente.

L’uomo incrociato oggi tra corso Cavour e il lungomare di Crollalanza circolava di gran lena in mezzo alla strada e nessuno se ne è molto meravigliato tra passanti e automobilisti, me  neppure i due vigili in divisa lo hanno evidentemente ritenuto passibile di contravvenzione. Il pattinatore odierno non sarà il primo e neppure l’ultimo a utilizzare rotelle di qualunque tipo per muoversi a Bari.

Ciò che in tanti non hanno capito è da dove deriva la diversa interpretazione del codice e la diversa tolleranza impiegate per sanzionare le irregolarità. A meno che chi gira sui rollerblade non porti in dote particolari simpatie rispetto a chi usa skateboard, monopattini o più moderni strumenti dotati di rotelle. La multa una tantum lascia sempre il retrogusto amaro del: “Perché proprio a me?”.

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