“Che schifo”, “Una vergogna”, “Nemmeno oggi hanno previsto uno spazzamento straordinario”, “Che ci vuole a cambiare le buste dei bidoni”, “Sarebbe bastato aggiungere dei cassonetti”, ma soprattutto “Bari città latrina”, la frase che ha dato lo spunto per il titolo.

Baresi e forestieri, quelli che fra una settimana accoglieremo nel nome di San Nicola, ieri sera passeggiavano schifati per le vie del centro. Era il Primo Maggio e forse Amiu Puglia ha voluto festeggiare la ricorrenza lasciando a casa il personale, al contrario di quanto successo in alcuni centri commerciali.

Il ragazzo che vedete in foto ha percorso centinaia di metri con l’immondizia in mano prima di trovare un cestino in cui potesse starci, con un’opera di grande ingegneria, una specie di tetris. È vero, molti di quei rifiuti sarebbero potuti essere differenziati, ma non ci sono abbastanza isole ecologiche dove servono. Insomma, dopo cinque anni di amministrazione e una serie di proclami, arrivare a meno di un mese dalle elezioni in questo stato pietoso, vuol dire non essere riusciti a far fruttare le decine e decine di milioni di euro che ogni anno la città versa nelle casse della sua municipalizzata.

E allora, sindaco Decaro, questa te la devi tenere: “Fai un rap sopra a questo” e addossa ancora una volta la responsabilità sul manipolo di luridi e non sull’incapacità di assicurare passeggiate salubri e decorose nel cuore della città. Cantala al topo che sghignazzava sulla Muraglia, ringraziando per i resti di cibo. A parte il clima, i miei problemi economici, la depressione di nonna Veronica, la malattia del vicino di casa, la pioggia di oggi, il divorzio di mio cugino e la bocciatura del dirimpettaio, il resto non è colpa tua.

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