Di questa estate ormai quasi finita resterà certamente vivo il ricordo del piano anti venditori abusivi voluto dal vice premier leghista Matteo Salvini, il progetto spiagge-sicure che tanto ha fatto discutere per contrastarne la presenza sui litorali dello stivale.

Certo a volte la quantità di ambulanti e delle loro continue offerte di mercanzia da acquistare può risulta fastidiosa, al pari dei tanti “cocco bello cocco fresco” strillato a squarcia gola mentre magari uno cerca solo di schiacciare un pisolino, resta il fatto che praticamente chiunque, almeno una volta nella vita, ha preso qualcosa.

Orecchini, braccialetti, occhiali da sole, costumi, vestitini per il mare, la varietà spazia, strizzando l’occhio soprattutto alle donne, come ben sanno certi fidanzati alcuni dei quali “costretti” a rinfrescare l’intero guardaroba stagionale della dolce metà, resta il fatto che di fondo ai baresi il venditore in spiaggia non dispiace.

Non entriamo nel merito di quali risvolti hanno questi acquisti, pochi spiccioli che messi insieme vanno a finanziare per milioni di euro l’industria del falso e via dicendo, di fondo la presenza dei venditori a Pane e Pomodoro sembra essere ben tollerata. “Devono campare anche loro”, questo il pensiero diffuso che abbiamo raccolto. Forse, ma è solo una ipotesi, sarà per via dell’anima levantina, o per il fatto che a Bari essere abusivo non è ancora sufficientemente considerato illegale. Anzi.

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