Un lettore segnala la palazzina al civico 268 di via Putignani, al quartiere Libertà. “In almeno due appartamenti – sostiene – ci sono prostitute e transessuali. Lo sanno tutti”. Ciò che non si sa, come sempre se non si fanno i necessari accertamenti, sono i contratti di affitto, eventuali subaffitti. Insomma, resta da chiarire come sempre se ci sia sfruttamento o favoreggiamento della prostituzione. Per il resto ognuno in casa propria fa ciò che crede.

Il lettore finge di essere un cliente e fissa l’appuntamento con la donna straniera del piano ammezzato. Cinquanta euro compreso il lato B. Decidiamo di accompagnarlo. Porta chiusa a chiave alla vista della telecamere. Ovvio. Ciò che succede dopo, invece, non ci era mai capitato in questo giro tra le situazioni al limite di cui è pieno il quartiere Libertà.

Il rumore del mazzo di chiavi attira l’attenzione. La donna s’innervosisce, minaccia querela e tenta di buttare a terra la telecamera. La rabbia dura poco. Loredana, così dice di chiamarsi, è una pasticciera siciliana che vive al Vomero di Napoli, moglie di un maresciallo di una caserma non definita, in vacanza al quartiere Libertà perché a Torre a Mare non c’erano disponibilità per l’estate. In quella casa, sempre a suo dire affittata a 500 euro al mese, in attesa di essere raggiunta dal figlio e dallo stesso marito, arrivano anche una sua amica e il marito di quest’ultima. Portano la colazione: un cappuccino dal vicino bar. Li ha chiamati lei – dice – aveva troppa paura della nostra telecamera. La storia è interessante, meriterebbe il giusto approfondimento.

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