Eravamo andati in piazza Moro e piazza Umberto per dimostrare quanto è facile comprare qualsiasi tipo di droga e incontrare la banda di georgiani che sta ripulendo i negozi baresi, ma siamo stati attirati da alcune urla.

Sembrava solo un’accesa discussione tra arzilli vecchietti. Abbiamo deciso di andare a vedere cosa stesse accadendo. In realtà, radunata attorno a una panchina di piazza Umberto, una comitiva di “giocatori” era impegnata in un tressette all’ultimo sangue. Un occhio alle carte, l’altro ai segnali del compagno e ai gesti degli avversari. Ci vuole abilità e un panno verde per evitare che le carte si rovinino.

Pochi spiccioli in palio e la cosa si fa più avvincente. L’azzardo con questa, che è un’autentica passione, non ha niente a che fare. Si sta insieme, si parla della formazione del nuovo Governo e del fallo di Pianjc non punito su Icardi.

Mimmo e Vito insieme sono imbattibili, così dicono tra una mano e l’altra della partita a tressette, che probabilmente affonda le sue radici nel periodo dell’Impero romano. La coppia d’oro lancia la sfida a tutti i giocatori della città: “Organizziamo un torneo, saremo i campioni”. La sfida è lanciata.

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