Bari riscopre le sue tradizioni di Carnevale. Si è celebrato all’ombra della cattedrale il “funerale di zii rocche”, un’usanza antica che affonda le sue radici negli anni 60 e rimasta a lungo conservata nel ricordo dei più anziani ma che ha ritrovato nuova vita grazie alle associazioni dei Panificatori e dell’Acli Dalfino.

Il corteo, colorato dagli sbandieratori di San Nicola e al ritmo dei tamburi, è partito dalla cattedrale di San Sabino, ha percorso alcune delle strade più simboliche del borgo antico per poi tornare in piazza dove è stato rinnovato il rito più antico: il processo a Rocco, la sua condanna a morte e quindi il rogo del suo carro funebre. Un funerale, però, tutto particolare in cui invece di piangere si ride.

Ma Bari vecchia fa inevitabilmente rima con buon cibo. Grazie dell’associazione panificatori e ai panifici di Bari e del borgo antico, infatti, in piazza è stato offerto l’immancabile calzone di cipolla, preparato con la ricetta tipicamente barese, oltre a focaccia e taralli.

Ma carnevale è anche e soprattutto una festa: per questo non sono mancati scherzi, maschere e tanta musica prima con i deejay di Radio Popizz e poi con lo spettacolo dell’ospite d’eccezione Renato Ciardo.

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