Torniamo a parlare di una pratica disdicevole, quanto scorretta, che continua a perpetrarsi tra i padiglioni del Policlinico, a Bari. Parliamo della pubblicità delle associazioni di volontariato che offrono servizi ai malati quali per esempio il trasporto da e per un ospedale, un laboratorio analisi.

Sì, continua, perché della cosa ci siamo già occupati abbondantemente e approfonditamente nel lontano 2014, ormai tre anni fa. Già allora ci eravamo occupati dell’Alivol, “imparentata” con Athena Service dato che a presiederle c’erano moglie e marito ed i cui biglietti da visita si trovavano ovunque, persino sui comodini delle stanze di degenza in ospedale.

I vertici del Policlinico erano intervenuti, ma alla fine finì tutto in caciara. Ultimamente la questione si è riproposta, mandando su tutte le furie gli addetti alle pulizie. La questione è finita ai piani alti del Policlinico, ma in barba soprattutto al rispetto dalla cosa pubblica, la pubblicità è diventata adesiva e i tagliandi sono appiccicati ovunque.

Non sono di facile rimozione. Provate ad immaginare cosa succederebbe se tutte le associazioni, in assenza di una disposizione della direzione generale, appiccicasse la propria pubblicità ovunque. È giusto promuovere la propria attività, ma nel rispetto della concorrenza, ma soprattutto del bene pubblico.

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