Il calendario per la rivendicazione dei diritti trans di Manila Gorio continua a far discutere. Alcune delle fotografie sono state scattate fuori e dentro alla chiesa di Sant’Angelo, ad Acquaviva delle Fonti.

Siamo riusciti nell’impresa titanica di far incontrare Manila con alcune delle persone che più la criticano, paradossalmente quelle immortalate con lei nel calendario, le stesse che avrebbero accettato un’offerta di 20 euro per aprire la chiesa e consentire gli scatti “sacrileghi”.

La verità è che se a mettersi nelle stesse pose fosse stata una donna non sarebbe successo nulla di tutto ciò. “Se oggi entro in chiesa per una messa, vengo sbattuta fuori perché sono un transessuale – tuona la Gorio – perché qualcuno deve andare ad indagare nelle mie mutande. Mi sembrano cose davvero assurde”.

Il timore dei fedeli è quello di vedere sconsacrata la chiesa, la prima cattedrale del paese della cipolla rossa, ma il parroco precisa: “Non c’è questo problema e non è stata organizzata alcuna messa riparatrice”. Nessuno ha niente contro i trans, dicono quando sono a tu per tu con Manila Gorio, ma in separata sede aggiungono: “Quello è un cornuto, ci ha ingannato. Non lo conosco, ma è un lurido, anzi una lurida”.

La chiesta sta procedendo alla denuncia, seppure ci viene detto che la mancata pubblicazione del calendario potrebbe trasformare tutto in una bolla di sapone. La risposta? Il 23 ottobre, a Milano, quando sarà presentato il calendario.

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