Il fusto d'olio abbandonato n'dèrr'a la lanze.

Sì, spero con tutto il cuore possano rubarvi l’auto quanto prima, anzi, spero ve l’abbiano già rubata e per riaverla siate persino costretti a pagare. Sì, proprio a voi che fate gli sboroni e il posto lo trovate sempre e comunque perché lasciate le chiavi al parcheggiatore abusivo, in modo possa spostarla nel caso si liberi un buco legittimo il sabato sera. A voi, avvocati, ingegneri, professionisti della Bari da bere.

Spero succeda come una volta all’ospedale San Paolo, quando l’abusivo se ne andò lasciando il goggione senz’auto. E non importa se poi quel fesso fu picchiato fino a fargli tornare la ragione, perché non si ruba una macchina nell’area che stai abusivamente controllando senza che nessuno ti faccia accomodare altrove.

Il fenomeno dell’abusivismo della sosta non si risolverà mai, non solo per la becera legge italiana, ma anche per colpa vostra, del vostro comportamento, complice così come lo è chi non rinuncia a mollare il caffè. Incentivate un’attività illecita, parallela e in molti casi contemporanea a quella della normale sosta a pagamento sulle strisce blu.

Per colpa di qualcuno, di quelli come voi, è sempre più difficile rifiutare il caffè a chi allunga la mano non sempre chiedendo per favore. A Bari succede ovunque, seppure N’-derre a la Lanze è il cuore del teatrino dell’assurdo. Gli abusivi sono sempre più gestori di veri e propri parcheggi a cielo aperto, in cui c’è posto per tutti, anche per la manovalenza migrante, inteso come status politico, ma anche nel senso di migrare da una piazza all’altra.

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