Bari città sporca, i luridi sparano rimmato e il Comune risponde a salve. Parafrasando in salsa barese il titolo di un film poliziesco degli anni ’70, ecco la saga della sporcizia. Da un lato una grossa parte di baresi, zozzoni nell’animo; dall’altro la tolleranza quasi zero a zero dell’Amministrazione comunale, che lancia il verbale, sistema qualche telecamera, ma poi tira indietro la mano.

In questa situazione, in cui il quartiere Libertà è l’emblema di una gestione opinabile, persino nella raccolta della differenziata, abbiamo accertato che all’urlo: “La monge e la ponge” non si è mai spaventato nessuno. È come quando un genitore rimporvera il figlio piccolo e poi si mette a ridere con lui della marachella. Da grande quel bambino ti farà una pernacchia quando gli detterai delle regole.

Multe, multe e ancora multe, meglio se più salate di quelle previste finora. Sì, perché i baresi l’antifona la capiscono, e neppure tutti, solo se gli fai il salasso. Se non gli togli le ternise, i soldi per quanti fanno finta che non è a loro, da un’orecchio entra e dall’altro esce. C’è poco da fare. E allora il simbolo di questo paradosso sta tutto in questa fotografia, scattata stamattina in via tenente Casale, sotto casa dell’assessore all’Ambiente. Le blatte si sono spostate da corso Mazzini per aderire alla protesta dei roditori, di cui vi avevamo dato notizia il 6 maggio scorso.

Alla fine di questa legislatura ci piacerebbe premiare questa Amministrazione comunale per la migliore colonna sonora, ma in questo modo la musica difficilmente cambierà. Chiama a Sabino, Persichella non l’amico di Pinuccio.

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