Di parcheggiatori abusivi parliamo spesso. A Bari ogni angolo è presidiato, persino negli orari in cui è attiva la sosta a pagamento. Del resto, che ci volete fare, un caffè non si nega a nessuno.

Quando si è ipotizzata l’adozione del “modello Bari“, con l’introduzione del reato, siamo rimasti un po’ basiti. Tant’è. La verità è che la piaga del caffè, non sempre a piacere, non si riesce proprio a debellare.

Gli abusivi, infatti, non hanno niente da perdere; non temono il sequestro delle somme messe insieme durante l’attività di parcheggiatore e neppure le multe, quasi mai pagate. Siamo andati N’ derre a la lanze per documentare quanti “baristi” sono attivi.

Uno di loro non è fuggito alla nostra telecamera. Ci ha detto di essere francese, di chiamarsi Antonio, di abitare al Libertà, di riuscire a mettere insieme una decina di euro al giorno e di avere 26 anni.

A voler esagerare, l’unica cosa plausibile può essere l’età. Il resto è vero come io sono la Regina d’Inghilterra.

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