Paese che vai, sagra che trovi. A Ruvo di Puglia, per esempio, si è svolta una tappa di quella itinerante dedicata, guarda un po’ al fungo cardoncello, caratteristico della murgia in questo periodo, per molti un a vera leccornia.

Ma se il principe di una sagra può piacere o non piacere, sui gusti si sa non si discute, quello che traspare girando tra gli stand è come questo tipo di eventi costituisca una sana boccata d’ossigeno per i produttori, spesso strozzati da tasse e balzelli vari, costretti come sono ogni giorno a fare i conti coi pochi soldi nelle tasche degli italiani.

Così, tra un assaggio e l’altro, date le facce soddisfatte dei convenuti, abbiamo approfittato per sondare gli umori degli espositori, quelli che poi di fatto animano” questo genere di eventi: «È l’occasione per acquistare un buon prodotto – ci ha detto un espositore – c’è molta affluenza, per noi è vantaggioso esserci. Vorrei poterne fare di più».

A Ruvo, poi, l’organizzazione ha voluto devolvere parte del ricavato in favore dei territori di Amatrice, devastati dalle scosse sismiche degli ultimi mesi. Solidarietà che, bisogna riconoscerlo, accompagna spesso le sagre enogastronomiche a tema dalle nostre parti. Dunque, ben vengano. Sono buone non solo per il palato.