In estate, si sa, negli ospedali il personale è ridotto e i reparti vengono accorpati. Meno posti letto e nervi alle stelle, perché chi resta in trincea è solo a combattere tutti i giorni. La sanità si riorganizza partendo dal presupposto che ci si ammali meno, che le vacanze restituiscano vigore.

La pazienza, però, non è la virtù dei baresi, che dalla loro hanno la giustificazione di non essere a conoscenza dei cambiamenti estivi o della moria di medici, tecnici e infermieri. E allora succede che quando hanno bisogno di qualcosa, per esempio un esame radiologico, si attacchino al citofono del reparto desolato e inizino a suonare come quando da ragazzini mettevano lo stuzzicadenti al campanello del vicino di casa. Drin, drin, drin, drin, drin, drin e il pensiero corre veloce: “Prima o poi qualcuno arriverà. Prima o poi”.

All’ospedale Di Venere, a Bari, da qualche giorno è spuntato l’avviso (la fotografia è di ieri pomeriggio alle 17.40). Tra lo scherzo e il kitemmorto, qualcuno ha scritto un “avviso a tutti i musicisti”, i suonatori seriali di campanello.

Il messaggio recita: “Tecnico assente per esami urgenti in altri reparti. Attendere senza suonare”. Facile a dirsi: attendere senza suonare. Non tutti in estate vanno in ferie, non tutti riorganizzano il proprio lavoro convincendosi che non c’è niente da fare solo perché qualcun altro può permetterselo. E allora pazienza reciproca, magari chi suona ha una certa urgenza. Pure voi, però, se non rispondono la prima volta qualcosa vorrà pur dire.

 

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