I suoi video, le sue freddure, le sue battute al limite della querela contro chiunque – con un debole particolare per i giornalisti, soprattutto Fortunata Dell’Orzo e Annamaria Ferretti – sono tra i più visti in assoluto in tutta Bari e la sua ex provincia, ora area metropolitana. A Binetto e Cellamare impazziscono per lui. La sua pagina Facebook conta un numero impressionante di visualizzazioni su ogni post, con un seguito importante anche tra gli uomini d’affari e di legge, i politici e i rapprensentanti delle istituzioni.

I suoi selfie con consiglieri di Municipio e assessori comunali hanno fatto epoca. Centinaia, migliaia di click non appena dalla bocca sputa veleno contro chiunque gli capiti a tiro. Più di Dagospia, perché dalla sua parte ha le bollicine di una Peroni ghiacciata. Sbeffeggia il mondo, perché del mondo non ha paura. I baresi ormai lo adorano e con le donne ci sa fare come pochi. Standing ovation per Luigi Fallacara: cabarettista, imitatore, comunicatore capace di cogliere come nessun altro i sentori della rete, le nuove tendenze trash, avendone esso stesso create alcune.

Un personaggio poliedrico, capace di resistere anche alla revisione dell’Albo dei giornalisti, a cui è iscritto pur non esercitando il mestiere. Tra un video e una foto, uno screenshot e un’apostasia, Fallacara trova anche il tempo per lavorare. Ha una società di comunicazione, con la quale offre importanti servizi scritti in inglese perché è cool: political & social media press, tourism web marketing, business photo services – financial, legal & rental networking e infine anche brand reputation management.

Estroverso e burlone, il cabarettista con gli occhi spiritati da un’innata curiosità, se la gioca con Solfrizzi e Stornaiolo, Uccio De Santis e il suo Mudù, Boccasile e Maretti, Alessio Giannone, arrivando ormai a sfiorare il genio di Ganni Ciardo. Per il sottile sarcasmo, la pungente ironia, le grottesche prese per i fondelli, le orge lessicali che inneggiano al declino della specie umana e delle politica – pur non avendo disdegnato di occuparsi della comunicazione di uno dei candidati “impresentabili” alla scorsa campagna elettorale – Fallacara è spesso incompreso e bannato. Un moderno stalker multimediale e multitasking.

Memorabili alcune sue battaglie a colpi di post spregiudicati su Facebook, con venduti e raccomandati di ogni genere, lui che non deve dire grazie a nessuno per ciò che ha saputo conquistare. È così avanti che purtroppo in molti non lo capiscono, ma non è colpa sua. Non riesce a conservare a lungo un’occupazione solo perché tutto gli sta stretto. Ha necessità di sperimentare nuove forme di linguaggio, verbale e non verbale, mettersi in discussione per vedere quali siano i suoi limiti, ma soprattutto quelli degli altri.

A prima vista o lettura, può sembrare uno psicopatico, schizofrenico e pippato, con due personalità entrambe malate. In sostanza uno da rinchiudere, facendo ben attenzione a buttare la chiave dove non si possa in alcun modo recuperare. In realtà, a leggere nei meandri delle righe, in fondo al suo ego smisurato e alla necessità di essere al centro dell’attenzione della Bari da bere, Fallacara è un genio assoluto, un precursore dei tempi e della lingua, che insinua ovunque con maestria. Siamo certi che prima o poi farà la fine che merita. Ormai la strada verso lo sfacelo è tutta in discesa. Forza Luigi. Le sue interviste sono memorabili, un concentrato di genio e sregolatezza, come tutti i più grandi personaggi della televisione.

Per incoraggiarlo c’è chi, a prescindere dai suo i post astratti, mette il suo “like”, commentando senza alcuna cognizione. E allora #iostoconfallacara, senza se e senza ma. Noi, a differenza di molti colleghi giornalisti poco inclini a ridere di sè stessi, non banneremo mai la stella nascente del cabaret dai nostri amici su Facebook, perché come lui siamo in grado di stanare le novità dovunque si trovino e di raccontarle in maniera irriverente. Silvio Sisto, scusa se insisto, ma da oggi non sei più tu l’unico bomber di Bari. U sa, akiud!

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