Un giorno riuscirò a calcare il prato verde del San Siro. Quanti piccoli calciatori avranno pronunciato questa frase? Quella che vi stiamo per raccontare è la storia di un ragazzo che ama a dismisura il mondo del calcio. Un ragazzo che ha provato a fare il calciatore e che ad un certo punto della sua vita ha appeso le scarpette al chiodo, ha tirato giù un fischietto ed ha iniziato una nuova ed esaltante avventura. Quella da arbitro.

Il nostro amico si chiama Antonio Leone. Antonio inizia a tirare i primi calci nelle squadre giovanili della provincia di Bari: la Rossani Amatori, il Milan Club e il San Pasquale. Nel 1983 passa in C2 con il Bisceglie, dove gioca nella categoria Allievi regionali. Da lì passa poi al Monopoli, al Mola, al Modugno, al Corleto Perticara e al Potenza. Dopo aver giocato in diverse squadre e vista l’età ormai adulta che non gli permetteva di continuare la carriera nel mondo del calcio giocato, decide di passare dall’altra parte della barricata: di diventare arbitro.

Un amico lo invita ad arbitrare una partita, Antonio si appassiona, riceve i complimenti e capisce che quella potrebbe essere la naturale prosecuzione della sua carriera e del suo amore per il pallone. Così decide di qualificarsi, mettersi in regola, studiare e frequentare un corso per arbitro CSEN.

Lavora sodo e gli si aprono le porte delle competizioni nazionali. Viene invitato a Cesenatico per un prestigioso torneo indetto da una azienda sportiva molto nota che organizza competizioni anche internazionali. Si comporta bene e a quella convocazione ne seguono altre: arbitra a Valencia, Pisa e Riccione. Ed ecco che si realizza il sogno di una vita. Lo stadio è quello di San Siro, Memorial Lino Burgaretta. Arbitra il signor Antonio Leone di Bari. Insisti e persisti, raggiungi e conquisti.

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