Si è conclusa a Bari l’ennesima manche del Gran Premio del Parcheggio Selvaggio, competizione su strada che ha visto competere alcuni tra i più grandi campioni che girano per la città. I concorrenti si sono sfidati sulla pista di via papa Pio XII, un rettilineo le cui condizioni hanno reso più complessa la prova visto che sul percorso insiste l’obbligo del parcheggio detto “a nastro”, ovvero con veicoli  posti uno dietro l’altro, parallelamente al marciapiede. Ma vediamo la pole position.

Terzo classificato: Ford Ka.
Tecnica di parcheggio: a spina di pesce
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Puntando sul fatto di avere un’auto dalle dimensioni ridotte, l’autista di questa Ford Ka guadagna il gradino più basso del podio, optando per un parcheggio detto a “spina di pesce”, e puntando sul fatto che una Ka in perpendicolare, occupa comunque meno spazio di una doppia fila.

Secondo classificato: Alfa Romeo 159
Tecnica di parcheggio: “a dente di sega”
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Al secondo posto troviamo l’autista di questa al Alfa Romeo 159 che decide di adottare la tecnica di parcheggio detta a “dente di sega”, una variante della “spina di pesce” utilizzata dalla Ka. In questo pecca in originalità, ma i giudici hanno voluto premiare il coraggio dell’autista di un’auto lunga quattro metri e mezzo che deve aver pensato: “se lo può fare una Smart, non vedo perché non possa farlo io”.

Primo classificato: Audi A6
Tecnica di parcheggio: “a cazzo di cane”
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Notate la maestria, la tranquillità, la noncuranza con cui il campione di oggi semplicemente abbandona in maniera così naif la propria auto in doppia fila. Il conducente della Audi A6 si guadagna il primo posto anche per la scelta di una tecnica autoctona che (s)valorizza il territorio: il parcheggio detto “a cazzo di cane”.

Tutti questi campioni dovranno ora difendere il proprio nome e titolo. Ci aspettiamo di rivederli presto, sperando ai posti più bassi della classifica.

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