Dalle donne alle donne: quattro mimose dalla redazione “rosa” de Il Quotidiano Italiano

È la giornata internazionale della donna, quella che, dimostrando quanta disinformazione ci sia sul suo vero significato, erroneamente viene chiamata “Festa della donna”, ma che una festa proprio non è. Anzi, la cronaca e gli episodi di abusi, maltrattamenti, disparità di trattamenti sul lavoro e compagnia bella poco ci danno da festeggiare. Eppure oggi è l’8 marzo, la giornata della consapevolezza femminile, preferiamo chiamarla così e chi meglio delle donne della nostra redazione poteva firmare l’editoriale di oggi? Quattro piccole mimose, alcune con le spine, altre profumate. Quattro piccoli editoriali dalle donne del Quotidiano Italiano, con i nostri auguri, a tutte le lettrici… e anche ai lettori.

Diritti negati, fossi stato gay ti avrei detto di sì senza pensarci un attimo

Gay, la sentenza della Corte di Strasburgo: "Sì all'adozione del figlio del partner". La notizia è di qualche giorno fa, superata, ampiamente commentata, ma non come m'immaginavo.

Le critiche della stampa svizzera indignano i baresi. Ma c’è qualcosa di vero?

BARI - La verità fa male, specie se a raccontarla sono i giornalisti stranieri. E’ bastata una semplice amichevole tra il Bari e il Sion, squadra svizzera capitanata da Rino Gattuso, per mettere in evidenza quanto è chiaro a tutti già da tempo.

Bari, 118 allo sbando? Il direttore della Centrale operativa: «Le questioni dei volontari non ci riguardano»

BARI – Volontari sottopagati, sperperi, ambulanze vecchie e altre, nuove, che si aspettano per mesi, personale non competente. Questi sono solo alcuni dei presunti problemi del 118 barese denunciati da “Il Quotidiano Italiano” negli scorsi giorni. Bene, ieri pomeriggio, presso l’aula Balestrazzi del Policlinico si è tenuta una riunione fra il direttore della Centrale Operativa del 118 Bari, Gaetano Di Pietro e i presidenti delle associazioni di volontariato convenzionate. Se ne sarà parlato sicuramente, penserete voi. Macchè, si trattava, infatti, solo di una ‹‹riunione tecnica››.

Poltrone sugli alberi e disperazioni irrisolte: aiutate quella famiglia

BARI - Undicimila visite e 782 "mi piace" in tre giorni. Il video della poltrona piovuta su un albero dal balcone di un palazzo al quartiere Japigia sta facendo il giro della rete.

Regali, regali, regali, ma quali regali? E se li comprassimo a Bari, dai baresi…

La crisi aguzza l'ingegno. Il Natale dell'Imu, dei debiti e delle bollette, quello della tredicesima accantonata sotto il mattone, non spegne completamente lo spirito dei baresi, quel modo di fare e di essere che li ha tolti spesso dai guai. Regali, regali, regali, ma quali regali? Questo è il tempo dell'attesa per eccellenza, del resto questo significa Avvento.

Bari Vecchia annaspa nella sporcizia. Il Quotidiano Italiano per le strade della città per documentare i problemi di Bari

BARI – A seguito di alcune segnalazioni, giunte al nostro indirizzo bari@ilquotidianoitaliano.it, il Quotidiano Italiano ha deciso di intraprendere quella che vogliamo considerare come un’opera di monitoraggio sulla città e sui suoi problemi, scendendo per la strada, toccandoli con mano e documentandoli. Prende il via, quindi, una serie di “video reportage” che ogni mese porterà l’attenzione sui disagi di un quartiere diverso di Bari e comincia oggi, lì dove Bari è cominciata, da Bari Vecchia e dalle sue difficoltà.

Caro ministro il lavoro non sarà un diritto, ma nemmeno una promessa elettorale

BARI - "Il lavoro non è un diritto, va guadagnato, anche con il sacrificio". Quando ho ascoltato l'ennesima sparata fuori luogo della ministra Fornero mi sono ricordato di tutti i sacrifici fatti in 17 anni di lavoro precario, passato sull'orlo di una crisi di nervi, a sbattermi anche 18 ore al giorno per una manicata di spiccioli.

Mea culpa, anch’io ho creduto che quei criminali fossero veri tifosi

BARI - In cuor mio lo sapevo che i tre ultras arrestati nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse non erano veri tifosi. Eppure, i loro nomi li avevo memorizzati nella mia agendina, tutti alla lettera "U" di ultras e non alla "C" di criminali. Li avrò chiamati decine di volte.

Noi che il Primo maggio non lavoravamo perché avevamo qualcosa da festeggiare

C'era una volta il Primo maggio, quello in cui le manifestazioni avevano un senso; la giornata in cui ci si fermava tutti per capire se il lavoro del futuro sarebbe dovuto essere più flessibile o più sicuro.

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