Nuovo QI? Bello e incazzato. Più di prima

In questi mesi abbiamo lavorato duramente su più fronti, lo abbiamo fatto grazie alle decine di persone che ci hanno sempre sostenuto e a quelle che si sono ricredute in corso d'opera. Il mondo...

Sono il nipote di un “truffatore” e di un venditore di ambulanze. Il 118 è malato con o senza...

Mi chiamo Antonio Loconte, sono nato a Bari il 29.10.1978; sono giornalista professionista dal 21 gennaio 2003, ma soprattutto sono nipote dell'ex presidente dell'Oer (arrestato e sotto processo) e sono nipote di un venditore di ambulanze.

Figlio mio non avere problemi alle anche: a 6 mesi l’ecografia non serve a nulla

La storia che vi raccontiamo succede nella Asl di Bari. Il protagonista? Una famiglia molto povera, una di quelle maledette, alla quale la Caritas porta la spesa a casa un paio di volte la settimana, qualche altra volta paga le bollette.

Cronaca di una morte annunciata

Haimane era giunto in Italia in cerca di libertà, lavoro e pace. Ha trovato la morte. È stato ucciso da un fendente al cuore infertogli da un immigrato afghano appena ventenne. Le motivazioni che si trovano alla base di questo fatto di sangue sono da ricercare, però, altrove.Banalmente, perché è di più facile rappresentazione, si parla di scontro tra etnie diverse.

Stand Enel al Petruzzelli, i finti scandali ai tempi di facebook

Proteste, insulti, grida al vilipendio, all’omicidio preterintenzionale di un monumento: il sindaco di Bari Emiliano accusato di aver permesso la distruzione dell’immagine dello storico teatro Petruzzelli. Ad accendere la miccia di questa polemica è stata una foto scattata da uno dei “Fratelli d’Italia”, il consigliere comunale Marcello Gemmato che ha immortalato in uno scatto dalla prospettiva più che ambigua lo stand che l’Enel ha allestito per promuovere, nello spiazzo antistante la facciata del teatro, le 23 colonnine di ricarica pubblica che troveranno spazio nella città entro la fine di giugno.

Per morire di lavoro non serve andare in fabbrica

...si può fare anche tutto da soli! A giudicare dalle foto, siamo ancora davvero lontani da una vera cultura sulla sicurezza.

Cittadinanza attiva, un concetto che stentiamo ancora a comprendere: seggiolone abbandonato sulla pista ciclabile di Parco 2 giugno

BARI – E poi boh. Esci per fare un giro in bicicletta e dare un senso tanto alla pista ciclabile di Largo 2 giugno quanto alla mattinata di un uggioso sabato di fine maggio, e una visione bizzarra ti strappa un sorriso. Amaro, ovviamente. Un seggiolone stile anni ’90, apparentemente pulito e integro, intralcia il mio percorso già messo a dura prova dalle pozzanghere.

Emiliano contro un quotidiano: «Giovani giornalisti in addestramento». Ecco un altro che dà la colpa ai giornalisti se la...

Il giornalista. Orson Wells lo definiva il “cane da guardia della democrazia”. Scopo del giornalista è quello di riportare la verità, tutta la verità, e far sì che il lettore si faccia una propria opinione. Mario Giordano una volta ha detto che un giornalista non dovrebbe mai schierarsi, perché la sua funzione è simile a quella di un giudice, e mi permetto di aggiungere, non quella di giudicare, ma di stabilire e portare agli occhi di tutti la verità. “Oh no – direte voi – ecco che arriva l’ennesimo editoriale su quanto sono fichi i giornalisti, povere vittime del sistema politico”. Tranquilli. Questo non è un editoriale sui giornalisti. Questo è un editoriale sul sindaco di Bari, Michele Emiliano.

La “Stagione della Birra” è alle porte. Preparatevi, gente, alla selva di bottiglie per le strade

BARI – Si avvicina l’estate e con il clima mite a Bari si apre ufficialmente la “Stagione della Birra”. Cespugli di bottiglie vuote di questa bevanda fioriscono ovunque, lungo il litorale barese, ma anche nell’entroterra, sui muri del lungomare, lungo i marciapiedi, sulle cassette della posta o dell’elettricità, favoriti dall’impollinazione della fauna locale.

Il sindaco a processo perchè su Facebook ha dato del mafioso a Ferorelli e intanto la mafia tenta di...

“Ameba”, “Carico a chiacchiere”, “Schiavo dei clan di Bari Vecchia” e altri poco carini, sono solo alcuni degli appellativi con cui il sindaco di Bari appellava,dalla sua pagina di Facebook nell’ormai lontana estate del 2011, il presidente della Circoscrizione Murat, Mario Ferorelli. Ieri, dopo un anno e mezzo, è cominciato il processo per diffamazione che vede i due l’uno contro l’altro, oggi però, per le strade di Bari, la guerra tra clan, quelli veri, riesplode e un boss della mafia viene giustiziato in pieno giorno, al mercato, senza avvisare su Facebook.

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