La dermatite seborroica (DS) è una patologia infiammatoria cronica, recidivante, non contagiosa, non infettiva, non grave dal punto di vista fisico, ma spesso debilitante dal punto di vista psicologico per la sua inesteticità. Essa colpisce il 5-10% della popolazione mondiale (in Italia si calcola interessi 2-3 milioni di individui), predilige il sesso maschile (6 per 1 donna) e presenta tre picchi di frequenza per età: nella primissima infanzia (ed in tal caso è conosciuta come crosta lattea), alla pubertà e verso i 40 anni. Con l’avanzare dell’età la dermatite tende a regredire spontaneamente.

La DS delle età giovanile ed adulta si localizza nelle sedi più ricche di ghiandole sebacee: volto, cuoio capelluto, regioni presternale ed interscapolare, ma possono essere interessate anche le grandi pieghe (sottomammarie, ascellari, inguinali) ed i genitali. Al volto la DS si localizza alle pliche naso-labiali, da cui le lesioni si diffondono in maniera asimmetrica verso le guance, all’attacatura frontale del capillizio, alle sopracciglia, alla regione posta tra queste cioè la regione gabellare, nella parte concava dell’orecchio esterno e, meno frequentemente, alle pliche retro auricolari, alla plica del mento, lungo il bordo palpebrale (blefarite seborroica). Nel sesso femminile le pliche naso-labiali possono rappresentare l’unica sede interessata.

All’esordio della dermatite la cute si presenta arrossata, lievemente edematosa e finemente desquamante. Nel prosieguo si evidenziano squame giallastre, untuose e cute arrossata. Nella fase cronica la cute diviene spessa, eritematosa, cheratosica. Al capillizio l’obiettività è variabile dalla semplice e classica forfora (che secondo alcuni autori rappresenta la prima fase della dermatite seborroica) alla presenza di chiazze di cute arrossata e desquamante, pustole, croste grasse, croste ematiche da grattamento (se è presente il prurito) e capelli piuttosto grassi. In alcuni casi, in aggiunta, si può osservare la comparsa di intensa secrezione maleodorante, rancida, che ingloba i capelli a ciuffi. La Ds del capillizio può indurre una anche intensa caduta dei capelli.

Un quadro clinico particolare è rappresentato dalla sebo psoriasi: psoriasi in sedi seborroiche o dermatite seborroica in psoriasico? Spesso neanche l’esame istologico chiarisce la natura del quadro clinico.
Allo stato attuale la eziopatogenesi della DS non è ben conosciuta. Tra le condizioni che possono contribuire al manifestarsi della dermatite, quali turbe del sistema immunitario (è frequente negli affetti da AIDS), malattie neurologiche (Parkinson, ictus, ecc.), turbe ormonali, alcoolismo, ecc., un ruolo certamente importante va riconosciuto alla predisposizione genetica, mentre ancora oggetto di discussione è il ruolo dei lieviti Malassezia furfur (un tempo nota come Pityrosporum ovale) e Malassezia globosa. Infatti, non è ancora chiaro se la loro frequente e massiva presenza sia la causa o la conseguenza delle variazioni quali-quantitative dell’attività delle ghiandole sebacee. Anche numerosi sono gli eventi che possono scatenare l’esacerbazione della dermatite ed influenzarne il decorso e la resistenza al trattamento, quali le variazioni climatiche e stagionali (la DS migliora in estate per recidivare in inverno), l’assunzione di ansiolitici, la carenze di zinco, ecc. Tra tutti lo stress svolge certamente un ruolo estremamente significativo sia nello scatenare le recidive sia nel condizionare la risposta al trattamento terapeutico, tanto che in alcuni casi un sostegno psicoterapeutico può rivelarsi utile e necessario.

La diagnosi di questa patologia è clinica giacché gli esami di laboratorio poco o nulla possono dire. Raramente può essere utile praticare una biopsia per effettuare un esame istologico a scopo di diagnostica differenziale da patologie che in alcuni casi possono simulare una DS quali la psoriasi, la dermatite atopica, la tigna (tinea capitis), ecc.

Dal punto di vista terapeutico, shampoo e creme a base di antimicotici (soprattutto gli azolici quali il ketoconazolo), di cheratolitici quali l’acido salicilico, di zinco piritione, di sesquisolfuro di selenio, di catrame vegetale, di ciclopiroxolamina, ecc. possono notevolmente migliorare la situazione sino ad ottenere temporanee remissioni complete dell’obiettività cutanea. I cortisonici, mai da usare a lungo per i noti e notevoli possibili effetti collaterali, ottengo inizialmente successi sicuri ma effimeri con l’immediata ripresa della dermatite alla loro sospensione. Certamente utile può risultare una dieta ricca di frutta e vegetali.

Per via generale si può ricorrere ad integratori alimentari ricchi di elementi minerali e vitamine quali Vitamina A, Vitamina E (ma attenzione ai suoi dosaggi giacché essa, interagendo con l’attività delle piastrine, può favorire la comparsa di emorragie e potenziare gli effetti degli anticoagulanti), cisteina, zinco, ecc. Il trattamento con Raggi Ultravioletti, ed in particolare gli UV-B a banda stretta, stanno dando ottimi risultati.

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Specialista in Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse ed in Allergologia e Immunologia Clinica Primario Dermatologo dell’Osp. Casa Sollievo della Sofferenza- Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico di San Giovanni Rotondo (FG) dal 1/10/1980 al 31/05/2006. Docente a Contratto presso le scuole di Specializzazione in Dermatologia delle Università: Cattolica del Sacro Cuore di Roma, G.D’Annunzio di Chieti , A.Moro di Bari dal 1984 al 2006 Presidente Emerito dell’Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani (ADOI) Autore di oltre 300 tra pubblicazioni ed abstract di relazioni tenute in numerosi congressi nazionali ed internazionali della specialità, coautore di 6 ed editor di 4 volumi di dermatologia. Socio di numerose società scientifiche italiane ed internazionali tra cui American Academy of Dermatology, European Academy of Dermatology, SIDEMaST, ADOI, ecc.

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