Quann s’ mange s’ c’mmatt c’ la mort” recita un antico proverbio barese (Quando si mangia si combatte con la morte). Mai saggezza popolare fu più vera.

I soggetti sensibilizzati ai pollini (allergeni che giungono in contatto con il nostro organismo per via inalatoria) possono avere reazioni crociate di natura allergica, anche gravi, per assunzione orale di alimenti appartenenti alla stessa famiglia botanica, o che abbiano allergeni in comune con il polline in causa. L’ignoranza o l’inosservanza di queste nozioni, che richiedono una buona conoscenza nel campo della botanica e della allergologia, può portare a gravi conseguenze a tavola.

Così, per fare qualche esempio, ricordiamo reazioni crociate si possono avere tra Parietaria e basilico, ortica, melone, ciliegia, gelso, ecc. Graminacee e frumento, pomodoro, kiwi, agrumi (soprattutto limone e arancia), melone, anguria, pesca, ciliegia, albicocca, prugna, mandorla, arachide, ecc. Betulacee (Betulla e Ontano) e mela, pera, nespola, pesca, ciliegia, albicocca, prugna, mandorla, arachide, noce, nocciola, frutta secca, lampone, fragola, kiwi, sedano, prezzemolo, carota, finocchio,ecc. Composite (Artemisia e Ambrosia) e lattuga, cicoria, tarassaco, camomilla, banana, pistacchio, castagna, sedano, prezzemolo, carota, finocchio, olio e semi di girasole, margarina, miele di girasole o di tarassaco, dragoncello, genepy, mela, anguria, melone, arachide, noce, nocciola, ecc. Urticacee e ortica, gelso, basilico, pisello, melone, ciliegia, pistacchio, ecc. Derivati epidermici dei volatili e uovo (bird-egg syndrome), più raramente con la carne di pollo, Dermatofagoidi (acari responsabili della maggior parte delle allergie alle polveri di casa) e gamberi, granchi, “lumache” di terra, ecc. Lattice (gomma naturale estratta da piante soprattutto esotiche quali Hevea Brasiliensis e Parthenium argentatum) e kiwi, banana, ananas, avocado, castagna, ecc. Ovviamente quelle citate sin’ora non sono che una parte di tutte le possibili reazioni crociate.

Il lattice merita una menzione a parte per la crescente frequenza dei casi di sensibilizzazione e per la gravità delle reazioni che può provocare (sino allo shock anafilattico). I contatti con questo allergene possono essere frequenti e misconosciuti, in quanto ampiamente utilizzato nella preparazione di oggetti di uso anche comune quali guanti chirurgici o per uso domestico, bende elastiche, cerotti, cateteri, cannule, tubi endotracheali, materiali per ortodontia, apparati in gomma per ventilazione assistita o per dialisi, sfigmomanometri, materassi e cuscini in gomma, tende per doccia, borse per acqua calda o per ghiaccio, gomme per cancellare, elastici e materiali per cancelleria, palloni, giocattoli, ciucciotti, materiali isolanti, preservativi, diaframmi, fasce elastiche, tute ed attrezzature per sport subacquei, vela, surf, scarpe di gomma, oggetti d’abbigliamento, impermeabili, copertoni per autoveicoli, ecc. La conoscenza del problema ha portato alla preparazione in alcune strutture ospedaliere di ambulatori e sale operatorie garantite latex free, prive cioè di qualsiasi oggetto, guarnizione di porta, pavimento, attrezzatura sanitaria, materiale di medicazione, ecc. che contenga lattice (le aziende fornitrici devono fornire garanzie in merito). In assenza di queste norme comportamentali il lattice è responsabile del12% delle reazioni anafilattiche intraoperatorie

Da ricordare, ancora, che l’assunzione di un determinato cibo da parte di soggetti allergici ad alcuni pollini può determinare entro pochi minuti l’insorgere della cosiddetta Sindrome allergica orale (FVOAS: Fruit and Vegetable Oral Allergic Syndrome). Questa si manifesta con prurito al palato, edema delle labbra, flogosi del cavo orale ed a volte anche edema della glottide (con conseguente anche grave ostacolo alla respirazione). Possibili, ma più rare sono anche l’insorgenza di vomito, dolori addominali e/o diarrea (gastroenteropatia acuta), eruzioni orticarioidi, eruzioni a tipo esantema acuto (generalmente associate a prurito più o meno intenso), congiuntivite, disturbi respiratori quali rinite o asma, eccezionalmente persino shock anafilattico.

Un’ultima notazione merita di essere fatta: non tutti i componenti di una stessa famiglia botanica hanno le stesse capacità allergizzanti, e non tutti gli allergeni hanno la stessa capacità di resistere o essere trasformati dalla cottura, per cui può accadere che lo stesso alimento non determini le stesse reazioni se assunto crudo o cotto, così come non sempre gli allergeni presenti nel polline sono gli stessi presenti nel frutto. Ad esempio, i soggetti allergici al polline dell’ulivo possono ingerire olio di oliva.

Queste osservazioni possono spiegare la diversità delle reazioni provocabili dallo stesso alimento.

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Specialista in Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse ed in Allergologia e Immunologia Clinica Primario Dermatologo dell’Osp. Casa Sollievo della Sofferenza- Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico di San Giovanni Rotondo (FG) dal 1/10/1980 al 31/05/2006. Docente a Contratto presso le scuole di Specializzazione in Dermatologia delle Università: Cattolica del Sacro Cuore di Roma, G.D’Annunzio di Chieti , A.Moro di Bari dal 1984 al 2006 Presidente Emerito dell’Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani (ADOI) Autore di oltre 300 tra pubblicazioni ed abstract di relazioni tenute in numerosi congressi nazionali ed internazionali della specialità, coautore di 6 ed editor di 4 volumi di dermatologia. Socio di numerose società scientifiche italiane ed internazionali tra cui American Academy of Dermatology, European Academy of Dermatology, SIDEMaST, ADOI, ecc.

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