Nell’immaginario comune l’orticaria è dovuta a una allergia (il più spesso alimentare “… con tutte quelle schifezze che l’industria alimentare ci propina …”), nella realtà clinica questo è vero solo in una minoranza di casi.

Esistono numerosi tipi di orticaria (acuta, cronica, da freddo, da caldo, da contatto, colinergica, vibratoria, psicosomatica, orticaria-angioedema, ecc.) oltre numerose patologie che possono provocare eruzioni cutanee similorticariose (malattia di Lyme, eritema cronico migrante, alcune forme di miasi, ecc.). Di qui la necessità, in caso di una eruzione pomfoide, di consultare un dermatologo, ancora meglio un dermatologo-allergologo, evitando l’autosomministrazione di antistaminici e/o cortisonici e/o l’autoprescrizione dei tests allergologici tout court, per evitare inutili perdite di tempo e di denaro.

Lo specialista, attraverso una esaustiva indagine anamnestica ed un attento esame obiettivo, individuerà il tipo esatto di patologia (orticaria o eruzione orticaria-simile?) ed i possibili fattori scatenanti, e prescriverà gli esami adeguati allo specifico caso. L’orticaria può infatti rappresentare il sintomo spia di numerose e diverse patologie quali: granuloma apicale, vaginiti di varia origine, collagenopatie, tiroidite autoimmune, calcolosi colecistica, carcinoma gastrico (ne ho personalmente osservato alcuni casi), gastrite da Helobacter pylori, tonsillite criptica, ascesso dentario, sinusite, parassitosi intestinale, empiema colecistico (anche osservazioni personali), ecc. Affrontare queste situazioni prescrivendo solo terapie sintomatiche porta ad inutili perdite di tempo, se non all’aggravarsi della patologia causale del sintomo orticaria. Tutt’altro che rara, poi, è l’orticaria psicosomatica, espressione visibile di inquietudini interiori (richiesta non verbale di attenzione? di aiuto?). In questo caso solo l’intervento di un bravo psicologo può portare alla soluzione della patologia, anche se gli antistaminici possono essere d’aiuto temporaneo.

Nel caso sia ipotizzabile la natura allergica dell’orticaria (ma reazioni allergiche possono anche presentarsi sotto forma di cefalea, diarrea, mal di stomaco, prurito, ecc.; sintomi che possono associarsi o meno alla eruzione cutanea) sarà cura dello specialista cercare di individuare e quindi indirizzare la ricerca allergologica verso i possibili elementi causali. Gli esami allergologici condotti alla cieca, date le migliaia di possibili allergeni testabili (pollini, inalanti, alimenti, ecc.), hanno altissime probabilità di dare esito negativo. In caso di tests positivi, e quindi di elementi da evitare, bisogna ricordare le possibili reattività crociate nell’ambito del mondo sia vegetale sia animale. Giusto per fare qualche esempio, i soggetti sensibilizzati ai dermatophagoides (gli acari delle polveri di casa) non dovrebbero mangiare le lumache a scanso di possibili inconvenienti; i sensibilizzati al lattice devono evitare kiwi, banane, ananas, castagna, ecc..

Mandorla, mela, albicocca, pesca, ciliegia, ecc., invece, potranno reagire in maniera crociata appartenendo alla stessa famiglia botanica (rosacee); reazione crociata può avvenire anche tra pollini ed alimenti (le graminacee possono dare reazione crociata con pomodoro, kiwi, melone, ciliegia, mandorla, ecc.) o fra farmaci che condividano la stessa struttura di base come i derivati della penicillina. Tutti questi problemi non possono essere trascurati o affrontati con superficialità. Infatti la reazione allergica può assumere carattere di pericolosità per la vita quando procuri edema della glottide (che comporta difficoltà respiratoria sino all’ostruzione completa) o il grave shock anafilattico.

Alcuni alimenti quali formaggi fermentati, alimenti lievitati, fegato, aringhe, fragole, pomodori, albume, cioccolata, ecc. possono provocare una PAR (Pseudo Allergic Reaction), cioè dare una sintomatologia identica all’orticaria (ma anche ad altre reazioni allergiche) poiché ricchi di istamina (il mediatore chimico della reazione allergica) o liberatori diretti di istamina.

La prescrizione di antistaminici, senza uno straccio di indagine anamnestica e di un adeguato panel di esami di laboratorio (bioumorali e/o strumentali, secondo l’occasione), rappresenta quindi un approccio semplicistico al problema e deve essere rifiutato dal paziente.

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Specialista in Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse ed in Allergologia e Immunologia Clinica Primario Dermatologo dell’Osp. Casa Sollievo della Sofferenza- Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico di San Giovanni Rotondo (FG) dal 1/10/1980 al 31/05/2006. Docente a Contratto presso le scuole di Specializzazione in Dermatologia delle Università: Cattolica del Sacro Cuore di Roma, G.D’Annunzio di Chieti , A.Moro di Bari dal 1984 al 2006 Presidente Emerito dell’Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani (ADOI) Autore di oltre 300 tra pubblicazioni ed abstract di relazioni tenute in numerosi congressi nazionali ed internazionali della specialità, coautore di 6 ed editor di 4 volumi di dermatologia. Socio di numerose società scientifiche italiane ed internazionali tra cui American Academy of Dermatology, European Academy of Dermatology, SIDEMaST, ADOI, ecc.

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