I soggetti a pelle chiara, occhi verdi e capelli rossi (I-II tipo secondo la classificazione di Fitzpatrik) sono soggetti che si ustionano sempre e non si abbronzano mai, sono cioè i più esposti al pericolo dei tumori della pelle, e del temibile melanoma in particolare. Infatti le radiazioni solari sono tra i principali fattori causali dei tumori della pelle e del melanoma in particolare. Questi soggetti devono, quindi, esporsi con prudenza al sole e mai senza aver applicato prodotti ad altissima protezione, utilizzata secondo metodiche che ho già illustrato in precedenti risposte in questa rubrica.

Parlando in generale dei nei bisogna premettere innanzi tutto che ne esistono di vari tipi (dermico, edipermico, giunzionale, displastico di Clark, ecc) ognuno dei quali ha un suo indice di pericolosità, mentre le classiche efelidi e le lentiggini non presentano alcun indice di rischio. Poiché la maggior parte dei melanomi insorge su preesistente neo e poiché, ovviamente, maggiore è il numero dei nei maggiore è il rischio di questa terribile neoplasia la inderogabile necessità di un controllo periodico. Ciò soprattutto in soggetti portatori di numerosi nei, specie se di pelle, occhi e capelli chiari. Il controllo deve essere praticato preferibilmente prima della stagione estiva poiché, come già detto, i nei in estate sembrano attivarsi accrescendo le possibilità di errore diagnostico.

La migliore prevenzione del melanoma è l’auto-osservazione da praticarsi regolarmente per cogliere variazioni di numero o di aspetto delle formazioni neviche. Sempre in tema di prevenzione, val qui la pena di ricordare quanto ho già detto in precedenti risposte: i bambini non andrebbero esposti al sole prima dell’anno di vita e le ustioni solari in età infantile e/o adolescenziale predispongono al melanoma in età adulta. Circa le variazioni numeriche va detto che i nei possono continuare a comparire sino ai 40-45 anni per poi lentamente sparire per cui non è allarmante la comparsa di un nuovo neo in questa fascia d’età (a meno che non abbia un accrescimento rapido). Al contrario, un neo che compaia in età avanzata deve essere subito sottoposto ad esame poiché probabilmente non è un neo ma un melanoma. Durante l’auto-osservazione nel giudicare lo stato dei propri nei bisogna tenere presente la regola mnemonica dell’ A,B,C,D dove A = Asimmetria di forma o di colore (una lesione che idealmente tagliata in due in precedenza presentava le due metà identiche per forma e/o per colore, ad un certo momento perde questa caratteristica); B = Bordi (i bordi della lesione che in precedenza si presentavano netti e regolari, fosse anche in qualche piccolo punto sembrano sfrangiarsi, divengono irregolari); C = Colore (la lesione che prima si presentava uniformemente colorata cambia di colore o, peggio, assume più di un colore); D = Dimensione (in un soggetto adulto, quindi non in fase di accrescimento corporeo, la lesione preesistente aumenta di dimensione). Ognuno di questi segni, già da solo, deve risultare un campanello d’allarme e richiede un rapido controllo poiché il melanoma, se asportato quando occupa solo gli strati epidermici senza invadere il derma (tecnicamente di parla di melanoma in situ) non presenta nessun rischio di dare luogo a metastasi e quindi condurre a morte il paziente. Le probabilità di sopravvivenza a 5 ed a 10 anni sono correlate soprattutto allo spessore del melanoma. Ancora segni di allarme vanno considerati il prurito persistente della lesione e, soprattutto, il suo facile o spontaneo sanguinamento. In quest’ultimo caso c’è veramente da correre a farsi esaminare.

Sempre a proposito di nei si sente spesso parlare di mappatura nei. Orbene, in passato si fotografava e si archiviava nel computer una ampia area (ad esempio tutto il dorso) per rifotografarla a distanza di tempo e confrontare le immagini per cogliere le differenze di numero o di aspetto delle lesioni neviche. Si è ormai dimostrato che in questo modo si aumenta l’indice di errore, poiché troppe sono le varianti che incidono nella ripresa e nella lettura delle immagini. Oggi si preferisce riesaminare il paziente come fosse la prima volta marcando ed archiviando nel computer le lesioni che si ritiene siano degne di controllo nel tempo; ogni lesione sospetta,non importa se nuova o preesistente, deve essere esaminata con la massima attenzione. Un corretto esame dermatoscopico prevede tre tappe: 1) esame clinico diretto della lesione, 2) esame con il dermatoscopio manuale, 3) riesame delle lesioni sospette con il dermatoscopio digitale che permette di accrescere l’indice di ingrandimento e di archiviare le immagini per un successivo controllo.

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Specialista in Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse ed in Allergologia e Immunologia Clinica Primario Dermatologo dell’Osp. Casa Sollievo della Sofferenza- Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico di San Giovanni Rotondo (FG) dal 1/10/1980 al 31/05/2006. Docente a Contratto presso le scuole di Specializzazione in Dermatologia delle Università: Cattolica del Sacro Cuore di Roma, G.D’Annunzio di Chieti , A.Moro di Bari dal 1984 al 2006 Presidente Emerito dell’Associazione Dermatologi Ospedalieri Italiani (ADOI) Autore di oltre 300 tra pubblicazioni ed abstract di relazioni tenute in numerosi congressi nazionali ed internazionali della specialità, coautore di 6 ed editor di 4 volumi di dermatologia. Socio di numerose società scientifiche italiane ed internazionali tra cui American Academy of Dermatology, European Academy of Dermatology, SIDEMaST, ADOI, ecc.

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