All’esterno del palazzo della presidenza della Regione Puglia, sul lungomare, i lavoratori non hanno mai smesso di far sentire la propria presenza. All’interno, invece, si lavorava per arrivare all’accordo che riuscisse a salvare la Fiera del Levante. Ecco la parte saliente del documento firmato da Regione, altri enti fondatori, azienda e sindacati:

«La Regione Puglia è nelle condizioni di dare attuazione all’articolo 34 della legge regionale 45/2013, avendo teminato l’isruttoria sul piano di ristrutturazione aziendale ed è nelle condizioni di erogare entro la fine del mese l’anticipazione del 60%. I rappresentanti degli enti fondatori dichiarano la disponibilità ad erogare la somma di 1 milione e mezzo di euro per ciascun ente nei termini e nelle condizioni di legge. I rappresentanti sindacali prendono attoche la Regione Puglia e gli enti fondatori diano nel più breve tempo possibile formale assicurazione sul compimento della mobilità infragruppo dei dipendenti in esubero. Le parti si riconocano ad altra riunione» (La versione completa del verbale è nella galleria fotografica).

Dopo i mesi di tensioni, ognuno dei soci fondatori metterà mano alle proprie casse, proprio come avevano già fatto i lavoratori accettando l’ipotesi del contratto di solidarietà: la metà dello stipendio per due anni. Seppure qualcuno non si rassegni all’idea di evitare ulteriori tagli, saranno 34 i dipendenti che continueranno a lavorarare per l’ente fieristico. Altri 30 sono destinati a emigrare all’Apulia Film Commission, alle municipalizzate del Comune, alla Camera di Commercio e alla società che sta per realizzare una multisala proprio all’interno del quartiere fieristico. Ai più vicini alla pensione, verrà offerto un incentivo.

Soddisfazione è stata espressa dalle organizzazioni sindacali. «Non è stato facile – spiega Giuseppe Boccuzzi, segretario Fisascat Cisl Bari – ma alla fine possiamo dire di aver fatto un grosso passo in avanti, riuscendo a salvare la stessa esistenza dell’ente».  «Abbiamo attraversato dei momenti drammatici – incalza Antonio Caprio, segretario Ugl Terziario della Puglia – adesso bisogna rispettare i tempi per riuscire a garantire il regolare funzionamento della struttura, garantendo il futuro di tutti i dipendenti».

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