Militari ucraini a Bari

A bordo di un ATR-72 della Guardia di Finanza, ieri pomeriggio 12 luglio sono arrivati all’aeroporto di Bari Palese tre cittadini ucraini a cui la Regione Puglia ha dato disponibilità di assistenza sanitaria. Si tratta di due militari rimasti feriti da esplosioni nel corso del conflitto e di una donna affetta da patologia oncologica. Con loro anche una accompagnatrice di nazionalità ucraina. Il volo, partito da Pratica di Mare, è atterrato all’aeroporto di Rzeszow in Polonia e di lì ha prelevato i pazienti ucraini con destinazione Bari.

I due militari, di 43 e 34 anni, sono stati trasportati al Policlinico di Bari presso il reparto di Chirurgia plastica diretto dal professor Giuseppe Giudice. Il primo ha subito una lesione da esplosione dovuta alle schegge e sarà sottoposto a un intervento ricostruttivo dell’avambraccio destro; il secondo ha riportato una ferita da mina e dovrà affrontare un intervento di chirurgia ricostruttiva -restitutiva del calcagno. La donna, 66 anni, invece, già sottoposta a intervento chirurgico per un melanoma, è stata portata all’istituto oncologico Giovanni Paolo II di Bari per seguire l’immunoterapia. L’accompagnatrice sarà ospitata presso una struttura di accoglienza messa a disposizione dal Comune di Ruvo.

La missione è stata condotta attraverso il meccanismo della Cross (Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario) di Pistoia dalla dottoressa Anna Maria Natola referente sanitario regionale e direttore inc. Centrale Operativa 118 Bari BAT per i necessari trasferimenti, e con il Policlinico di Bari e l’istituto oncologico Giovanni Paolo II che si occuperanno delle cure da prestare ai tre pazienti. “Abbiamo subito risposto positivamente alla richiesta di assistenza sanitaria internazionale mettendo a disposizione il nostro ospedale e i nostri professionisti, convinti di adempiere al dovere di solidarietà che contraddistingue da sempre la Regione Puglia e il Policlinico di Bari – commenta il direttore generale del Policlinico di Bari, Giovanni Migliore – Dall’inizio del conflitto abbiamo accolto e curato oltre una decina di profughi ucraini, sia adulti sia minori, garantendo la massima assistenza specialistica e chirurgica”.