Super green pass o aver fatto un tampone nelle 48 ore precedenti con esito negativo per sottoporsi a visite ed esami medici non urgenti. È questa la disposizione adottata da alcuni ospedali e ambulatori di Bari per prevenire il rischio di contagio da Omicron all’interno delle strutture sanitarie. La decisione ha subito suscitato il malcontento generale di alcuni cittadini, che hanno presentato un esposto, per chiedere che sia verificato “se le limitazioni segnalate presso alcune strutture ospedaliere della Asl Bari possano avere già determinato delle responsabilità penalmente rilevanti”.

L’Asl di Bari ha chiarito che la normativa, contenuta dalla circolare regionale 131 del 6 gennaio 2022, non riguarda dunque solo le strutture sanitarie baresi, ma anche quelle dell’intera Regione Puglia.

“Stiamo ricevendo in queste ore segnalazioni di utenti di servizi ospedalieri del territorio della Asl Bari che testimoniano alcune gravi ed ingiustificate preclusioni all’accesso alle strutture sanitarie del territorio, comunicate anche in forma pubblica dai relativi responsabili delle strutture. In particolare, è stato documentato che all’ingresso del presidio ospedaliero di Monopoli, all’ingresso del servizio Cup, nonché all’ingresso dei vari reparti, campeggia un cartello con un avviso rivolto a tutti i pazienti a cui viene chiesto di esibire il super green pass. Tale prescrizione non appare conforme alla normativa vigente” spiegano dall’associazione ‘Colibrì Puglia’ (Comitato per la libertà e il rispetto, contrario all’obbligo vaccinale come previsto dalla legge 31 luglio 2017 n.119.) che in queste ore sta ricevendo le denunce dei cittadini. Secondo l’associazione, infatti, imporre l’esibizione del certificato verde determina “una inammissibile ed illegittima preclusione dell’accesso ai servizi in danno di tutti i pazienti che non hanno aderito alla campagna vaccinale anti Covid-19 o che non abbiano effettuato la terza dose, ledendo in misura inaccettabile il diritto alla salute”.