“Per la precisione abbiamo 4.900 operatori non vaccinati e altre 1.200 persone i cui codici fiscali rendono l’identificazione dubbia. Per cui, quindici giorni fa abbiamo trasmesso l’elenco nominativo di tutti coloro che nei nostri database risultano in questa condizione, perché si possa procedere alle verifiche del caso. Quindi, stiamo parlando di oltre 6.000 persone”.

A parlare è Vito Montanaro, direttore del dipartimento Salute della Regione. Gli operatori sanitari non vaccinati in Puglia potrebbero essere superiori ai 5mila annunciati nei giorni scorsi.

“L’applicazione della norma avverrà dopo le necessarie verifiche, perché è previsto che vi sia la certezza di trovarsi di fronte a persone che hanno deciso di non vaccinarsi – spiega al Corriere del Mezzogiorno -. Noi dobbiamo fare tutti gli accertamenti necessari per capire se l’operatore rifiuta la vaccinazione. Solo se c’è il rifiuto dobbiamo applicare il decreto 44, che prevede la verifica prioritaria che al lavoratore possa essere data altra mansione, anche inferiore a quella contrattualmente ricoperta. Se queste condizioni non dovessero essere rilevate, il dipendente viene collocato in aspettativa senza assegni fino alla fine del periodo pandemico”.

“Lunedì faremo una riunione e dovranno comunicarmi i risultati delle verifiche circa l’eventuale non corretta registrazione, oppure l’esistenza di persone che hanno deciso di non vaccinarsi – conclude -. Ciò affinché le Asl possano passare alla cosiddetta chiamata attiva, cioè l’ultimo invito a vaccinarsi prima dell’applicazione del decreto 44”.