“La cipolla o te la do o te la prendi”. Parte oggi la prima consegna della nostra cipollona di origine protetta e controllata. Dalle nostre parti dare o prendere una cipolla significa aver preso o aver dato a qualcuno una fregatura.

A prenderla, la fregatura, sono spesso utenti, contribuenti, cittadini, commercianti e imprenditori, convinti di essere ben tutelati o incentivati da un ente pubblico, privato o partecipato che sia, fa poca differenza.

Da qualche settimana tiene banco il caso del Gruppo di Azione Locale (GAL) Daunofantino, presieduto da Michele D’Errico: i conti non tornano e ci sono dubbi sul suo stipendio, sull’uso dell’auto di rappresentanza, sulla selezione del personale e su alcune particolari voci di bilancio.

I colleghi del giornale L’Attacco hanno fatto le pulci a una gestione giudicata discutibile. Sulla questione, già dall’anno scorso è intervenuto il consigliere regionale barlettano Ruggiero Mennea e – stando alle voci che girano – sarebbe imminente la consegna dell’istruttoria avviata dagli uffici regionali per capire se effettivamente il GAL Daunofantino sia un carrozzone ad uso e consumo di pochi o se davvero rappresenti un volano per lo sviluppo di tutto il territorio di competenza (Barletta, Margherita di Savoia, Zapponeta, Manfredonia, Trinitapoli, San Ferdinando di Puglia).

E allora la prima cipolla è proprio per D’Errico, tirato spesso in causa senza aver avuto la possibilità di spiegare. Cosa che facciamo noi adesso. L’intervista, non accomodante si capisce, lo ha fatto innervosire parecchio, soprattutto quando abbiamo chiesto come fosse diventato presidente, essendo stato suo padre alla guida dell’ente prima di lui.

D’Errico ha replicato, ha cercato di spiegare le sue ragioni pur essendo incalzato. Alla fine la cipolla l’ha lasciata sul tettuccio di una improbabile Fiat Panda di colore arancione. Ciò che resta a noi, invece, è l’amaro in bocca, sapore niente affatto coerente con quello gustoso della squisita cipolla di Acquaviva delle Fonti, autentico vanto della terra Barese.

Alcune delle risposte di D’Errico ci hanno lasciato perplessi, ovviamente sempre e solo in funzione di quanto letto dai bilanci ufficiali e dalle carte di cui siamo entrati in possesso. Non sembra vero, per esempio, che il GAL Daunofantino abbia già raggiunto il 65 per cento della spesa. Al 30 aprile scorso, infatti, avrebbe raggiunto una percentuale di spesa inferiore al 20 per cento.

È vero che il GAL ha due conti correnti, uno dedicato che non viene rendicontato perché alimentato coi soldi di lavori privati; l’altro invece su cui confluiscono i soldi pubblici, ma a quanto pare i prelievi di dubbia fattura sarebbero effettuati dal conto coi soldi dei contribuenti.

Non è ancora del tutto chiaro se il GAL Daunofantino abbia una doppia contabilità legata all’utilizzo dei fondi europei e l’altra abbinata alle altre attività. Per quanto concerne la gestione del SUV KIA presidenziale, ci chiediamo come faccia D’Errico a rendicontare le spese, dividendole tra quelle sostenute per le attività cosiddette leader e quindi rendicontabili e quelle per altre attività extra leader e quindi non rendicontabili.

Come si fa, in parole povere, a stabilire in una domanda di rimborso se l’auto è stata utilizzata per andare in Regione o in un altro ufficio oppure se per esempio sia stata impiegata per andare al mare? Quando il DURC è in regola l’esito si ottiene al massimo in 2 o 3 giorni, non occorrono certo diverse settimane.

Per chiarire ulteriormente, non è mica la Regione a stabilire cosa sia o non sia rendicontabile, ma casomai i regolamenti comunitari, il cui controllo è affidato appunto alla Regione. Per quanto riguarda il personale, possiamo dire che almeno fino a 2 anni fa, il personale veniva selezionato da una short list. Solo dal 2019, per un paio di figure è stata attivata la procedura di evidenza pubblica.

E infine, come fa il GAL ad avere, come risulta nei bilanci, numerosi debiti a fronte di diversi crediti a chiudere comunque in perdita? Saranno altri gli enti a dover rispondere e, nel caso di incongruenze a prendere i necessari provvedimenti.