I disastrosi risultati conseguiti dagli studenti pugliesi nelle Prove Invalsi hanno scatenato una vera e propria guerra mediatica e politica. Mentre in tanti hanno addossato le colpe alla pandemia e alla didattica a distanza, il governatore Emiliano ha difeso quest’ultima, sottolineando che le prove invalsi sono state fatte solo dagli studenti che hanno continuato con la scuola in presenza e che quindi la colpa è nell’insegnamento e nella didattica. 

Non si è fatta attendere la risposta del sottosegretario della Pubblica Istruzione, nonché deputato della Lega Puglia, Rossano Sasso: “E no caro Presidente – comincia così il suo post pubblicato sui social -, alla fine la responsabilità della deprivazione culturale che lei ha contribuito a causare in Puglia non può ricadere su insegnanti e studenti. Lei ha esagerato con la sua scuola ‘on demand’, con le chiusure, con la didattica a distanza, lei ha fatto ricadere sulla scuola tutte le lacune della nostra Puglia in termini di trasporti e di sanità”.

Parole di un certo peso da parte dell’esponente di Lega, ma che forse sono parole frutto della rabbia di un padre prima ancora che di un politico. La dad è stata e continua ad essere tutt’oggi uno dei maggiori argomenti di dibattito in Italia tra genitori, studenti, insegnanti e rappresentati politici che vorrebbero il rientro permanente nelle classi nonostante il rischio di contagio non indifferente, altri che invece vorrebbero che venisse applicata maggiore cautela e per tanto proseguire con la didattica a distanza anche il prossimo anno.

Tra coloro che pretendono il ritorno in presenza a settembre c’è proprio il sottosegretario Sasso, il quale prosegue scrivendo nel suo post: “Oggi che viene certificato il tutto, lei – riferendosi a Emiliano – non può scaricare tutto su famiglie, studenti e docenti. Glielo dico da padre di due studentesse pugliesi: lasci in pace le famiglie, gli studenti e gli insegnanti, hanno già subito abbastanza. Pensiamo al prossimo anno scolastico, garantiamo la didattica in presenza e mettiamo la scuola al primo posto”, conclude Sasso.

Inevitabilmente, il dibattito sul ritorno a scuola in presenza, con la conseguente abolizione della dad, è strettamente legato con quello delle vaccinazioni per studenti e personale scolastico. L’assessore alla Sanità pugliese Pier Luigi Lopalco, ha già ribadito che la didattica a distanza non sarà tra le opzioni plausibili per il prossimo anno, garantendo così il ritorno nelle classi. Ciò potrebbe essere possibile dal momento in cui tutti gli studenti e il personale delle scuole venissero vaccinati, ed è qui che sorge l’ipotesi di rendere la somministrazione dei vaccini obbligatoria per queste fasce.

Al solo udire di questa proposta, si sono scatenate le proteste dei genitori degli studenti contrari alla vaccinazione obbligatoria e, ancora una volta, anche il sottosegretario Sasso dice la sua riguardo questo argomento: “Giù le mani dai nostri figli – imposta come titolo del suo post sui social l’esponente Lega -. Qualcuno vorrebbe una scuola in cui poter fare propaganda gender a bambini di 7 anni. Ci hanno provato, li abbiamo fermati ma ci proveranno ancora. Qualcuno vorrebbe una scuola in cui discriminare anche i più piccoli tra gli studenti perché non vaccinati, garantendo la didattica in presenza solo ai vaccinati.
Ci stanno provando, fermeremo anche loro”. 

È chiara la posizione di Rossano Sasso, il quale va assolutamente contro la vaccinazione obbligatoria nelle scuole, lasciando la scelta ai genitori ed evitando la discriminazione che si andrebbe a creare con gli alunni vaccinati nelle classi e quelli non vaccinati a casa. “Una scuola normale – conclude Sasso -, in cui poter vedere crescere i nostri figli in serenità: questo ci chiedono le mamme ed i papà italiani, questo vuole la Lega, con buona pace di PD e m5s”.