Il coprifuoco potrebbe slittare di un’ora, dalle 22 alle 23, o essere addirittura abolito del tutto. Queste sono le indiscrezioni che continuano a circolare nelle ultime ore. Voci di palazzo che non trovano ancora smentite o conferme ufficiali se non un terreno di battaglia per i partiti e per i politici.

Sembra che il Premier Mario Draghi sia intenzionato a una accelerazione, sebbene cauta, rispetto alla tabella di marcia annunciata lo scorso 26 aprile con l’ultimo DPCM. Il prossimo 17 maggio potrebbero esserci grosse novità in merito all’orario del coprifuoco: slittarlo di un’ora, alle 23, o abolirlo del tutto. “Verificheremo l’andamento dei contagi a metà maggio; dopo 21 giorni dalle riaperture e in quel momento si vedrà l’impatto che hanno avuto.” Spiega il Ministro Dario Franceschini.

“Per ora la curva continua a scendere, speriamo che i numeri reggano”. Dichiara il Ministro della Salute Roberto Speranza. Diverse Regioni, già da qualche giorno, hanno manifestato la volontà di voler rivedere l’orario del coprifuoco. Già da diverse settimane alcune regioni sono in zona gialla e lo slittamento sarebbe un ulteriore aiuto per le attività di ristorazione che sono state chiuse per diversi mesi.

La battaglia per il coprifuoco si è quindi spostata su un piano più politico che tecnico. Salvini ne fa una vera e propria “propaganda leghista sul coprifuoco” come l’ha definita la Deputata del PD Debora Serracchiani; lo stesso per Forza Italia ma non in toni così propagandistici.

“Noi siamo per le riaperture responsabili e irreversibili e contro le richiusure.” Risponde Enrico Letta segretario del PD. Più cauti e scettici i Dem, che vogliono una graduale e definitiva riapertura delle attività.

Se i contagi continueranno a scendere, in concomitanza con una campagna vaccinale che sembra prender piede giorno dopo giorno, si potrebbe sperare su un’ulteriore accelerazione della tabelle di marcia.