L’Italia è il secondo paese europeo, alle spalle della Germania, per vaccinazioni eseguite dal Vax Day del 27 dicembre. Secondo i dati aggiornati alle 9 di questa mattina, sono state 79146 le dosi somministrate nel nostro Paese sulle 469.950 consegnate nei giorni scorsi.

La percentuale è pari al 16,84% e, se confrontata a quella di altre realtà europee, l’Italia si difende bene. Basti pensare alla Francia che è ferma a poche centinaia di iniezioni (circa 330) a causa dell’elevato scetticismo di cittadini e governo.

Così però non va. C’è chi infatti storce il naso e chiede maggiore rapidità. “Se vaccineremo meno di 65mila persone al giorno la campagna vaccinale sarà un fallimento”, avverte il commissario straordinario Domenico Arcuri.

Se pensiamo che in tre giorni sono stati vaccinati in totale quasi 80mila italiani, siamo lontani anni luce dalla media giornaliera invocata. E le festività non possono essere di certo una scusante con tutti i morti fatti registrare al giorno in Italia, Europa e nel mondo.

Alcune regioni italiane sono partite bene rispetto alle altre, come Lazio e Veneto, la Puglia si classifica nel mezzo al 7° posto per dosi somministrate (4727 su 25855) e al 10° posto per la percentuale del rapporto tra dosi disponibili e quelle somministrate (18,3%).

“In Puglia nella giornata di oggi sono state effettuate oltre 2800 somministrazioni di vaccino anti covid – ha annunciato ieri l’assessore alla Sanità della Puglia, Pierluigi Lopalco -. Un dato significativo se si considera che si continua a lavorare anche di sabato e domenica, nel pieno del periodo festivo, garantendo la prosecuzione di tutte le altre attività sanitarie e di prevenzione”.

Dati così così ma che restano nettamente migliori a quelli registrati in altre regioni, come Lombardia, Molise e Calabria, dove le vaccinazioni sono al palo. Peggio fa la Sardegna che darà il via al piano vaccinale solo il 7 gennaio.

Insomma l’impressione è che sconfiggere il coronavirus, nonostante finalmente ci sia un’arma per metterlo ko tanto desiderata nei mesi scorsi, non sembra essere così urgente.

La speranza è che la macchina organizzativa, in attesa di nuovi vaccini, sia migliorata e venga resa più efficace in tutte le parti del mondo, a partire da subito, per dimenticare al più presto questa dolorosa pagina e tornare alla normalità di tutti i giorni.

 

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