Scrivo io invece dell’autore del resoconto incriminato, non solo perché sono il direttore responsabile del Quotidiano Italiano, ma soprattutto in quanto genitore di due bambini iscritti all’Istituto comprensivo di Adelfia.

Durante la pandemia siamo stati spesso i soli a riportare notizie riguardanti la comunità adelfiese, più in particolare della comunità scolastica. Lo abbiamo fatto nel pieno rispetto di mamme e papà preoccupati, cercando di non creare allarmismi e di avere una interlocuzione diretta con il dirigente scolastico.

Quando abbiamo avuto la notizia del messaggio non del tutto chiaro, inviato su whatsapp dal rappresentante di Istituto, Vincenzo Fiore, non ci siamo limitati a pubblicare, ma abbiamo subito contattato lo stesso Fiore, il sindaco di Adelfia, Giuseppe Cosola e il preside Errico.

Questo fanno i giornalisti. Questo ha fatto il collega. Nel pezzo vengono doverosamente riportate le perplessità di una parte della popolazione scolastica, perché nel messaggio che riportava la proposta del prezzo stracciato grazie a cui sottoporre i nostri figli al tampone rapido non c’era una sola indicazione logistica, per la verità non c’era neppure il nome del laboratorio chiamato in causa, immaginiamo lo stesso per cui lavora chi ha scritto il messaggio.

Quando si mettono in giro certe informazioni e per di più si chiede un parere – consiglio gratuito e spassionato – è necessario fornire fin da subito tutti i particolari. Si fa in questo modo proprio per evitare confusione e generare commenti e illazioni. Nel pezzo non c’erano le une e neppure le altre.

La mamma che lavora nel settore delle analisi si sente offesa, minaccia querele, parla di diffamazione per avere reso pubblica la sua proposta già pubblica. Lo fa anacronisticamente nell’era in cui su Whatsapp circola qualunque cosa senza alcun filtro. Non sappiamo che ruolo abbia la donna, perché abbia sentito la necessità di inviare lei stessa il messaggio. Capiamo la buona fede, lo spirito di servizio, ma in questo momento servono chiarezza e trasparenza, non certo mezze notizie.

Trasparenza assoluta soprattutto perché nello stesso istituto comprensivo, così come nel resto della Puglia – l’accesso a scuola, la necessità della dad, della did o delle lezioni in presenza, della sospensione della mensa, del trasporto scolastico, della normale attività curriculare, varia a seconda dell’ordine e dal grado.

I nostri figli e i loro genitori meritano chiarezza assoluta, fermo restando che la proposta di vaccino a prezzo stracciato è stata inoltrata al rappresentante d’Istituto, che lo ha poi inoltrato ai rappresentanti di classe e poi a loro volta lo hanno inviato a tutti i genitori e quindi al paese intero. Iniziamo a chiarire qual è il laboratorio in questione e forniamo tutte le informazioni del caso.

In questo modo nessuno avrà da ridire e potrà liberamente scegliere il da farsi, senza avere il benché minimo dubbio. Di seguito riportiamo il messaggio della mamma e lavoratrice indignata per la diffusione della proposta dei tamponi a 6 euro dedicata agli studenti di Adelfia:

“Gentili signori e signore, vi prego per favore di riferire ai genitori dei vostri gruppi classe che hanno divulgato il messaggio e le notizie diffamatorie, che sono letteralmente SCHIFATA da tanta malafede e tanta cattiveria.

Il mio messaggio voleva essere un supporto costruttivo e una proposta preventiva nella tutela della salute e nell’interesse di tutti.

Non ho mai affermato che avrei venduto io i test (faccio altro e onestamente non ne ho bisogno), non ho mai sponsorizzato alcuna azienda in particolare, non ho mai avuto la minima intenzione di ‘fare un po’ di soldi’, come scrive il giornalista, sulla salute dei ‘miei figli’ e sui vostri….sono bassezze alle quali non cedo, ripeto e ribadisco, non ne ho bisogno!

Chiunque abbia fatto un gesto così meschino dovrebbe vergognarsi.

La collaborazione costruttiva nell’ambito delle proprie competenze dovrebbe provenire da ognuno di noi….ma così non è perché viviamo in un mondo dove l’onestà viene ribaltata per malafede.

Ci meritiamo quello che ne verrà, perché se una iniziativa che poteva dare tranquillità a tutti è stata così meschinamente travisata, non possiamo che meritarci le sorti inaspettate.

Diffiderò, e se sarà necessario, querelerò gli artefici di tanta diffamazione….non sarà difficile scoprire gli autori. Ci sono le vie preposte.

Vi ringrazio e vi auguro Buona Epifania”.

 

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