“La Regione Puglia persevera su un percorso che in queste settimane si è rivelato fallimentare, ovvero quello della scuola come servizio a domanda individualizzata, facendo affidamento su un sistema che ha già dimostrato totale inadeguatezza come la Ddi, didattica digitale integrata, e con un piano dei trasporti che ancora non convince. Ripetiamo quanto già dichiarato giorni addietro: riteniamo che le scuole pugliesi, stando ai dati parziali (339 scuole su 650) diffusi dall’assessore alla sanità e dal grido di dolore che ci giunge dal personale scolastico, in primis i docenti dell’infanzia, non siano più sicure e, conseguentemente, andrebbero chiuse finché la situazione non sarà migliorata”. Gianni Verga, segretario generale della UIL Scuola Puglia, non le manda a dire commentando la nuova ordinanza firmata dal presidente della Puglia, Michele Emiliano, dopo il nuovo Dpcm con norme nazionali anti covid.

“Il comportamento del presidente – continua – è nei metodi molto simile a quello della Ministra, da uomo solo al (confusionario) comando, evita qualsivoglia condivisione con le parti sociali, da una parte invoca l’autonomia organizzativa e dall’altra ordina modalità e strumenti di attuazione. Infine, con i contagi in crescita anche negli istituti scolastici e con le prime vittime della pandemia fra i lavoratori della scuola, conferma un’ordinanza smentita dai suoi stessi numeri”.

“I nostri rappresentanti sul territorio ci dipingono una situazione ormai mutata ed estremamente complicata, la gestione delle scuole da parte dei dirigenti è diventata un’impresa, la tenuta delle classi da parte dei docenti è insostenibile, mentre monta il timore, fra tutto il personale scolastico, dovuto a una sensazione di insicurezza ormai comune alla maggior parte degli istituti pugliesi, abbandonati al fronte con tanti lavoratori e alunni fragili senza alcun tipo di sostegno, a cominciare dai presìdi sanitari sollecitati mille volte dalla UIL che – conclude Verga – con pochi euro, avrebbero potuto creare delle barriere tali da mettere le scuole in sicurezza”.

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