A pochi giorni dalle vacanze di Natale e, come annunciato ieri sera dal premier Conte, dalla zona rossa in tutta Italia, orde di gente si sono riversate nelle strade dello shopping per effettuare gli ultimi acquisti.

La Puglia, come altre regioni italiane, è stata dichiarata zona gialla e quindi ha delle limitazioni meno restrittive, concedendo ai commercianti di poter lavorare e ai cittadini di poter tornare a una, seppur diversa, normalità.

Per evitare gli assembramenti, soprattutto nel fine settimana, a Bari il sindaco ha disposto il divieto della consumazione d’asporto e di sostare in piazze e strade della città dalle ore 11.

Nonostante l’ordinanza e i serrati controlli delle Forze dell’Ordine, questa mattina in via Sparano c’era il delirio. Gente seduta sulle panchine, gruppi di persone che parlavano senza mascherina e code fuori ai negozi senza distanziamento seppur i commessi si sgolavano per farlo rispettare.

Il controsenso di tutto è semplice: perché porre delle limitazioni severe solo dal 24 dicembre se fino al giorno prima è possibile uscire, andare in bar e ristoranti e assembrarsi nelle strade? Perché permettere tutto questo, ma limitare gli spostamenti solo nei giorni di festa?

La risposta a queste domande che aleggiano in tutti i cittadini non è complicata, anzi. Le nuove misure sono state imposte perché, come ogni anno, durante le vacanze natalizie ci si riunisce per pranzi e cene, ma soprattutto per le cartate. Porre delle restrizioni evita che la curva dei contagi possa tornare a risalire e quindi ritrovarsi a fare i conti con la terza ondata. Vedendo però ciò che accade in tutte le città, probabilmente porre delle restrizioni anche la settimana prima di Natale non sarebbe state da fuori di testa.

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